
Tocca anche la Svizzera l'inchiesta aperta nei confronti di un cittadino italiano, arrestato poco prima di Capodanno nell'ambito dell'operazione denominata "GoldenBank". L'uomo, residente per diversi anni a Lugano, è accusato di truffa ai danni di una trentina di imprenditori per un ammontare di 6 milioni di euro.
Fino al 2012, riporta il Corriere del Ticino, l'indagato aveva gestito un'agenzia di investigazioni in via Trevano a Lugano. Poi, dopo la chiusura di quest'ultima, ne aveva riaperta un'altra nel Canton Obvaldo. Ora si trova in carcere a Torino insieme ad altre 7 persone con l'accusa di truffa.
Secondo gli inquirenti italiani l'uomo avrebbe promesso dei finanziamenti ingenti con tassi d'interesse particolarmente vantaggiosi a imprenditori italiani e stranieri. Il centro della sua attività si svolgeva in un istituto di credito a Budapest con uffici nel sud est asiatico, che avrebbe utilizzato per mettere a segno le truffe internazionali.
Per ora sono una trentina le vittima individuate, che hanno versato all'uomo circa 6 milioni di euro nella speranza di ottenere fondi per oltre 200 milioni. Il loro numero potrebbe però aumentare in base alla documentazione raccolta dalle forze dell'ordine nel corso delle perquisizioni effettuate in Italia e, su rogatoria, in Svizzera e Ungheria.
L'indagine, nata da un'investigazione antiriciclaggio e condotta in meno di un anno grazie allo scambio di informazioni con altri Paesi e la testimonianza di alcune persone truffate, ha permesso di ricostruire, sinora, una minima parte della sistematica attività criminale, che andava avanti indisturbata almeno dal 2010.
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