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Ticino
“Da domani cinquemila auto in più”
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
Lo stop al traffico ferroviario transfrontaliero solleva critiche. I sindaci di Lugano, Como e Varese lanciano un appello, mentre i sindacati italiani insorgono: “Sembra una rappresaglia”

Da domani e almeno fino a sabato i treni Tilo non attraverseranno più il confine. Questo per la difficoltà di attuare le norme del nuovo decreto italiano di contenimento del Covid-19. La decisione è stata comunicata ieri dalle Ffs e ha sollevato forti critiche. Addirittura suscitando un appello congiunto dei sindaci di Lugano, Como e Varese. Dopo una videochiamata, Marco Borradori e i suoi collegi Davide Galimberti (Varese) e Mario Landriscina (Como), hanno diramato un appello: “La soppressione dei treni tra Svizzera e Italia è una scelta errata e vogliamo lanciare un appello affinché venga trovata al più presto una soluzione condivisa – hanno affermato i sindaci Borradori, Landriscina e Galimberti - Il blocco della circolazione dei treni avrebbe infatti effetti negativi sull’economia dei rispettivi territori. Disporre di un sistema di trasporto su rotaia a pieno regime significa agevolare le migliaia di persone che ogni giorno si spostano fra i due Stati per motivi di lavoro, oltre a garantire una maggiore sicurezza per fronteggiare l’emergenza sanitaria”.

“Decisione politica”

Sul piede di guerra anche i sindacati italiani: “Non si può giocare in questo modo, si gioca sulla pelle dei lavoratori”, denuncia Roberto Cattaneo, responsabile per la provincia di Como del sindacato Uil, intervistato da Radio3i. “È una decisione politica mascherata. Questo voler scaricare il problema su chi è esterno alla Svizzera a me sembra una vera e propria rappresaglia. Una cosa che penso debba essere immediatamente rivista e quindi non interrotto il servizio di trasporti”.

“Sono misure minime”

Sulla stessa linea anche la Cgil Frontalieri di Como che, in un comunicato stampa, denuncia come si aggiungano “perplessità nella gestione della pandemia da parte dei Cantoni di Confine che, pur in presenza di un tasso di contagio tra i più alti al mondo (come ha ricordato in novembre l’OMS), per ragioni squisitamente economiche, hanno adottato provvedimenti troppo blandi a giudizio unanime ed ora, al contrario, dichiarano di non poter garantire provvedimenti minimi come la misura della temperatura corporea ed il distanziamento sociale sui treni”.

“Prenderanno l’automobile”

Le conseguenze della decisione di Ffs si vedranno domani, ma i sindacati sono sicuri: “Entreranno in Svizzera cinquemila macchine in più”, spiega Cattaneo. “Gli utenti de servizio Tilo sono tra cinque e settemila e ovviamente si organizzeranno con un mezzo di trasporto privato”. Il rincaro arriva dalla Cgil che scrive come l’uso dell’automobile anche da parte di chi solitamente prende il treno caricheranno “ulteriormente le reti viarie già di norma congestionate”.

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