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Ticino
Da dieci a tre
Redazione
11 anni fa
Sergio Savoia pubblica la lista degli errori commessi durante la campagna elettorale

Dopo l'insuccesso elettorale, erano in molti ad attendere la lista promessa dal coordinatore dei Verdi Sergio Savoia in cui avrebbe elencato i suoi dieci errori. Ed oggi sul suo blog Savoia ha stilato la lista di cosa non ha funzionato durante la campagna per la Cantonali.

Non dieci ma tre errori, quelli elencati da Savoia. Errori che non suonano interamente come un mea culpa, come in tanti si erano attesi, ma piuttosto come un’analisi sulla situazione e sul percorso compiuto nell’ultimo anno dal movimento, diviso fra le due correnti dei favorevoli e dei contrari al loro coordinatore.

Qui di seguito la lista degli errori:

“Primo errore - e secondo me il più grave - non essere riuscito a rendere evidente tutta l’ampiezza della nostra offerta politica. Non abbiamo solo il tema del lavoro o della migrazione nella nostra paletta ma, per motivi vari, questo non è emerso a sufficienza. Alcuni hanno visto nelle nostre posizioni un appiattimento sulle proposte leghiste. Non è vero. Ma non siamo riusciti a farlo emergere con sufficiente chiarezza. [...] Aggiungere che siamo stati troppo “ministeriali”. Ci siamo illusi che il buonissimo lavoro fatto in parlamento, nelle commissioni, dal nostro gruppo e il lavoro fatto a livello di consigli comunali fosse sufficiente. Ma per un partito come i Verdi, con una forte componente movimentista, invece non era abbastanza.”

“Secondo errore? Avere accettato, per malintesa tolleranza, comportamenti di aperto boicottaggio da parte di alcuni che, nell’illusione di danneggiare me, hanno finito per danneggiare tutti i militanti e gli elettori del partito. Questa cultura, intollerante di ogni differenza e profondamente “talebana” purtroppo ha allontanato molti elettori che hanno fatto fatica ad accettare un partito che in moltissimi suoi ambiti è moderno e tollerante ma alberga ancora spazi di intolleranza e settarismo.[...] Accettare atteggiamenti simili è un errore perché incoraggia una politica di detrazione personale che non fa proposte e non porta nulla di utile a nessuno.”

“Terzo errore? Non avere dato la giusta attenzione alla crescita della macchina del partito. In un panorama in cui figuri variamente loschi si aggirano per il cantone con pacchi di schede sotto il braccio (altro errore: aver votato a favore del voto per corrispondenza in Gran Consiglio), la nostra assenza dal territorio ha costituito un elemento di grande debolezza. Assenza a volte dovuta a mancanze organizzative, a volte (vedi sopra) frutto di vero e proprio sabotaggio. Quindi delle due l’una: o siamo un movimento e lo siamo fino in fondo. Oppure siamo un partito che allora, però, deve organizzarsi come tale senza esitazioni. Io penso che non sia più tempo di partiti ma è una scelta che non posso fare da solo. Ad ogni modo oggi è impossibile fare politica seriamente senza un'organizzazione seria e professionale sul territorio. Non ce l'abbiamo. Non è tutta colpa mia, certamente, ma me ne assumo la responsabilità come coordinatore del partito. Ma l’errore più grave sarebbe sempre il prossimo. Ad esempio quello di guardarsi l’ombelico e, magari, abbandonarsi a quegli spettacoli tristi che danno i partiti quando rivolgono le armi verso se stessi. Dobbiamo parlare alla gente e incontrare le persone per la strada, nelle associazioni, nella vita vera. Uscire dalle stanze della politica e andare incontro al popolo.”

Vedremo ora se le spiegazioni di Savoia soddisferanno chi le aspetta da tempo oppure renderanno ancora più insanabile la frattura che dopo i risultati elettorali sembra sul punto di scindere il partito.

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