
Da profughi, migranti e richiedenti l'asilo a clandestini, da clandestini a passatori. Un apparente paradosso per alcuni, una realtà preoccupante – invece – per altri. Raramente si tratta di cani sciolti, più spesso invece si tratta di profughi reclutati per pochi soldi da quelle stesse organizzazioni criminali alle quali si sono affidati per scappare dal proprio paese. I casi ancora sono sporadici ma dall’Italia al Ticino gli episodi si stanno accumulando.
L’ultimo risale a martedì scorso: due richiedenti l’asilo marocchini, uno dei quali dimorante nel Mendrisiotto, sono stati arrestati a Balerna per aver derubato un guineano dopo averlo fatto entrare illegalmente in Ticino (vedi articolo suggerito). A febbraio, invece, a Como, è stata sgominata una banda di passatori composta da cittadini guineani che ha trasportato oltre confine 200 migranti. Casistiche che, in vista della forte ondata migratoria attesa per questa estate, stanno facendo scattare i primi campanelli dall’allarme nei centri d’accoglienza di Como.
“E’ un fenomeno in ascesa e preoccupante” ha spiegato il Direttore di Caritas Roberto Bernasconi ai microfoni di Teleticino. “Il problema è che nei prossimi mesi ci aspettiamo un pressing migratorio in crescita esponenziale, ancora maggiore rispetto all’anno scorso. Sempre più profughi o migranti finiscono in clandestinità, diventando prede di organizzazioni criminali in grado di reclutarli e utilizzarli come passatori al di qua e al di là del confine. Più difficile che si tratti di “cani sciolti”. Si tratta di gente disperata, che ha attraversato mille difficoltà e che si trova bloccata in un limbo burocratico talvolta insuperabile”.
Un fenomeno insomma preoccupante che a Como tentano di contrastare tramite la prevenzione all’interno dei Centri d’Accoglienza Straordinaria (CAS) e sul quale anche la polizia cantonale ticinese, contattata dai colleghi di Teleticino, sta vigilando attentamente tramite il “Gruppo GIRP”.
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Romano Bianchi
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