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Ticino
Da Botta a Solari, tutti i "no" all'espulsione
Da Botta a Solari, tutti i "no" all'espulsione
Da Botta a Solari, tutti i "no" all'espulsione
Redazione
11 anni fa
Accorato appello da parte di numerose personalità ticinesi contro l'iniziativa UDC sull'espulsione di criminali stranieri

È stato sottoscritto da una carrellata di personalità ticinesi l'appello urgente apparso oggi sui principali quotidinai ticinesi (tramite un annuncio a pagamento) per dire no all'iniziativa "disumana" dell'UDC per l'applicazione dell'espulsione dei criminali stranieri, tema in votazione il prossimo 28 febbraio. 

Tra i firmatari per uno "Stato di diritto" vi sono personalità del mondo della cultura, tra cui l'architetto Mario Botta, il presidente del Festival del film di Locarno Marco Solari, il clown Dimitri, il regista Daniele Finzi Pasca; della politica, gli ex consiglieri di Stato Gabriele Gendotti e Pietro Martinelli, Franco Cavalli, l'ex presidente del PS Anna Biscossa, l'ex Consigliere agli Stati Dick Marty, il Consigliere Nazionale Fabio Regazzi; dell'economia, l'ex presidente della Camera di Commercio Franco Ambrosetti; e ci sono anche sindacalisti, come Renzo Ambrosetti, Enrico Borelli e la presidente dell'UNIA Vania Alleva; come pure medici, tra cui Brenno Balestra, primavio all'OBV di Mendrisio, e Luca Gabutti, primario in medicina a Bellinzona. E via ancora tutto un elenco di nomi di esponenti del giornalismo, dell'educazione e della società civile. 

Sotto il NO a caratteri cubitali, vengono elencate tutte le ragioni per bocciare un'iniziativa che "compromette lo Stato di diritto", "viola la separazione dei poteri", "calpesta i diritti umani", "attacca le secondas e i secondos" ed è una "barbarie". 

L'inserto si conclude con l'appello a tutti i cittadini "responsabili di appartenere alla società civile svizzera" affinché combattano l'iniziativa per l'attuazione. "Il 28 febbraio 2016 dovremo vincere, consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri" come recita la Costituzione federale. 

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