
In occasione del Cyber Security Day, organizzato da ATED, l’Associazione Mantello Tech ICT e Digital Ticino tenutosi all’ex Asilo Ciani di Lugano, ospiti da tutto il mondo si sono tuffati nel mondo dell’Intelligenza Artificiale in relazione alla sicurezza informatica. Tra i presenti anche Mark Barwinski da sempre all’opera nel settore della cybersicurezza. Con lui abbiamo potuto parlare dell’importanza del suo ruolo: «Penso che sia estremamente importante», ci ha detto. «Proteggiamo le aziende. Proteggiamo i vostri dati, i vostri conti bancari, le vostre informazioni, e tutto questo è sotto attacco ogni giorno, soprattutto al giorno d’oggi con l’intelligenza artificiale. È quindi un momento davvero entusiasmante per la cybersecurity, perché stanno succedendo moltissime cose».
Il ruolo dell'hacker buono
Si è sempre detto che l’antidoping è 10 anni indietro al doping. Lo stesso discorso potrebbe valere per cybersicurezza che rincorre una troppo veloce intelligenza artificiale. In tal senso, Keren Elazari, ricercatrice in cybersicurezza e speaker, ci risponde così: «Dal mio punto di vista, come hacker «buono», dobbiamo portare la mentalità da hacker sul campo per poter utilizzare l’IA. Se non capiamo cosa sta facendo l’IA, se non siamo in grado di leggere il codice, allora diventa semplicemente una scatola nera. Dal mio punto di vista, essere un hacker significa avere una certa alfabetizzazione tecnologica. Significa essere in grado di comprendere il nuovo linguaggio e le nuove regole della tecnologia nell’era dell’intelligenza artificiale. E penso che dovremmo insegnare ai nostri figli come utilizzare l’IA, ma anche come leggere e comprendere il codice, affinché, alla fine, siano ancora gli esseri umani a rimanere padroni dell’intelligenza artificiale».
Il cambio di mentalità
Elezari cita la mentalità da hacker, lei infatti si definisce un hacker buona. A proposito di mentalità, anche Barwinski auspica un cambiamento di approccio: «Penso che, tradizionalmente, e questo è ciò che ho osservato in 22 anni, noi esseri umani e le aziende abbiamo difficoltà a comprendere pienamente quanto velocemente stiano cambiando le cose. E quindi è necessario cambiare il modo in cui pensiamo. Dobbiamo davvero modificare il nostro comportamento e fare ciò che serve per riuscire a muoverci più velocemente e stare al passo con la tecnologia e con le macchine
Le opportunità dell'IA
L’intelligenza artificiale può inoltre regalare anche opportunità. «Nel mondo del lavoro, quello che consiglio alle persone è di imparare e investire tempo per capire come possono utilizzare l’IA per diventare più bravi in ciò che fanno. L’IA sostituirà alcune persone, ma se impari a utilizzare l’IA, diventerai insostituibile», conclude Elazari.

