
Nella sua ultima interrogazione il deputato leghista Massimiliano Robbiani chiede al Governo quanti sono i frontalieri che, lavorando in Ticino, hanno stipulato un'assicuazione per le cure medico-sanitarie in Svizzera.
"Negli accordi sulla libera circolazione delle persone" scrive Robbiani, "i frontalieri provenienti dall’Italia, Austria, Germania e Francia non hanno l’obbligo assicurativo delle cure medico-sanitarie ai sensi della LAMal. Hanno in ogni caso l’opzione di scelta, ovvero, assicurarsi in Svizzera o nel Paese di provenienza".
In base agli ultimi dati statistici, i frontalieri occupati in Ticino sono 62'225. "È evidente che, vista la possibilità di scelta, i frontalieri assicurati in Svizzera sono e saranno sempre in minoranza, anche perché di costi assicurativi in Svizzera superano ampiamente quelli della vicina Italia".
Date queste premesse, il deputato chiede il numero di frontalieri assicurati in Svizzera, chi controlla se il diritto di opzione viene rispettato e se si sono già riscontrati casi di manodopera frontaliera non assicurata, né in Svizzera, né nel proprio paese d'origine. In quest'ultimo caso, come si agisce?
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