
Accolto dai bambini delle scuole comunali, dalle autorità e dalla popolazione di Brissago, il Consiglio di Stato ha completato il poker di sedute extra muros organizzate simbolicamente nei Comuni situati nei punti estremi del Cantone durante l'anno presidenziale di Norman Gobbi. Strette di mano, due chiacchiere e qualche brindisi, preceduti dalla riunione settimanale in cui si è discusso anche della petizione che chiede di rinunciare al contributo dei pazienti ai costi per le cure a domicilio. «Abbiamo preso atto della petizione ma abbiamo anche consolidato il nostro approccio, che è quello di mettere in vigore la misura», spiega il presidente del Governo. «Da un lato si chiede di non intervenire, ma dall'altra parte ci si lamenta che i costi dei premi di cassa malati continuano ad aumentare»
Monitoraggio ed eventualmente correttivi
Il Governo tira dunque dritto per la sua strada. Ma osserverà da vicino la situazione - assicura il direttore del DSS Raffaele De Rosa - lasciando aperta la porta a eventuali correttivi. «Faremo un monitoraggio sulle conseguenze dell'impatto finanziario, accompagnando le persone che fanno fatica a pagare questa partecipazione. Inoltre monitoreremo sull'eventuale rinuncia alle cure».
Le iniziative sulle casse malati
E a proposito di costi della salute, tema di discussione odierno (così come delle scorse sedute) l'ormai imminente messaggio per l'applicazione delle due iniziative sulle casse malati approvate lo scorso settembre. «L'obiettivo è presentare il messaggio con la prossima seduta di governo, il 15 aprile - assicura Gobbi -. Si stanno affinando i contenuti, un passo importante per dare una risposta concreta alle due iniziative».
Il bilancio di Gobbi
Per il presidente del governo ticinese, l'anno di presidenza si avvia alla sua conclusione, con il testimone che passerà nelle mani di Claudio Zali. Un anno – spiega - segnato da un generale impoverimento del sistema federale, sempre più imbrigliato e regolamentato. Anche da qui l'importanza di sedute lontano da Bellinzona come quelle odierne. «L'obiettivo è quello di entrare in contatto con i municipi e la popolazione, per tastarne il polso. A Brissago - illustra sempre Gobbi - troviamo delle realtà che a Isone non abbiamo trovato, così come a Chiasso abbiamo trovato situazioni che a Bedretto non abbiamo trovato».

