
In Commissione della gestione si è tornati a discutere della contestata partecipazione dei pazienti ai costi delle cure a domicilio. Il Consiglio di Stato ha risposto alle domande e presentato i dati, ma le cifre non hanno convinto il Partito socialista. «La misura non è stata sufficientemente approfondita, per non dire improvvisata», afferma il deputato Ivo Durisch. «Alcuni elementi numerici non corrispondono ai nostri calcoli. Sia nella sostanza economica sia nelle motivazioni non siamo soddisfatti». Se gli altri partiti si sono trincerati dietro generici «ne discuteremo in gruppo», la sinistra ha deciso di andare dritta per la propria strada e lunedì chiederà al Gran Consiglio lo stralcio di una misura che considera sbagliata e controproducente.
Un settore esploso negli ultimi anni
Un’opinione diametralmente opposta a quella del direttore del DSS, Raffaele De Rosa. «Questa misura si inserisce in una serie di interventi nel settore delle cure a domicilio, che negli ultimi anni è esploso. La crescita a livello cantonale è il triplo rispetto alla media nazionale. Da qui l’esigenza di adottare misure che non sono forzatamente popolari, ma necessarie per contrastare gli abusi e rendere sostenibile l’intero sistema delle cure a domicilio, che resta un pilastro fondamentale per la nostra società».
«Gli abusi vanno contrastati in altro modo»
In Commissione il botta e risposta è stato serrato ed è durato oltre due ore. Secondo Durisch, un contributo che potrebbe arrivare fino a 450 franchi al mese rischia di spingere alcuni anziani a rinunciare a cure necessarie. «Non è responsabilizzando una persona anziana che fa fatica che si evitano gli abusi», sottolinea. «Gli abusi vanno contrastati controllando le fatturazioni e gli Spitex pubblici e privati, non penalizzando gli utenti».
Monitoraggio della misura
Il contributo potrebbe ora essere stralciato dal Gran Consiglio. In caso contrario, De Rosa assicura un monitoraggio attento degli effetti della misura. «È stato avviato un monitoraggio a due livelli, per valutare da un lato l’eventuale rinuncia a cure necessarie, che non vogliamo, e dall’altro l’impatto finanziario. Raccoglieremo dati e, se necessario, introdurremo misure di accompagnamento per i casi particolari. Non è sicuramente una misura simpatica né piacevole, ma per contenere l’esplosione dei premi di cassa malati è importante applicare gli strumenti previsti dalla legge federale. Non si vuole colpevolizzare i pazienti, ma è fondamentale che tutti assumano maggiore consapevolezza e responsabilità, anche nel controllare le fatture e le prestazioni fornite, perché i costi ricadono sull’intera comunità».

