
Non più trattamento e confezionamento di verdure, ma pulizia. È questa l'attività che negli ultimi giorni sta occupando i dipendenti della Crotta SA.
Come riporta il Caffé, che è riuscito a intervistare alcuni lavoratori e il proprietario Enzo Crotta, a Muzzano ci si sta impegnando a tirare a lucido lo stabilimento. E non poteva essere altrimenti, dopo lo scandalo emerso in seguito all'inchiesta di Patti Chiari. "Qui ogni mattina lavoravamo 1.300 casse, è normale che si sporchi. Ora che siamo fermi, stiamo pulendo per garantire i posti di lavoro e la credibilità".
Lo stesso Crotta ha ammesso che già in passato ci sono stati dei problemi, ma l'azienda è stata comune controllata dalla grande distribuzione e in otto anni sono state effettuate quasi 500 verifiche. Cristiano Cretti, responsabile della qualità dell'azienda dallo scorso aprile, ha anch'egli cercato di difendere il lavoro dell'azienda: "Per fare un esempio, su 67 analisi sui minestroni solo una ha avuto un risultato inferiore agli standard previsti".
Il domenicale ha inoltre riportato alcune testimonianze dei lavoratori, i quali definiscono Crotta come "una persona generosa", ma che a volte "non riesce a controllarsi". "È rimasto un padre-padrone, anche nei rapporti umani. Ma è una persona generosa che aiuta tutti, anche chi oggi lo ha messo nei guai", ha affermato un dipendente. "Crotta dovrebbe occuparsi di più delle condizioni di lavoro e dello stabilimento, invece che mettersi a lavorare. Per quello ci siamo noi, lui deve dirigere. Ma non ci riesce, è rimasto un contadino", ha sottolineato un altro dipendente.
Nel frattempo però, le polemiche attorno all'azienda continuano. Dalla puntata di Patti Chiari di venerdì, è emerso che sulla Crotta dal 2013 è in corso un'inchiesta per maltrattamenti e reati finanziari. Otto mesi fa l'OCST ha segnalato presunti reati di diritto del lavoro.
Lavoro che ora è a rischio. "Ma d’altronde se ci chiudono i contratti, che devo fare? Io ogni mese devo tirare fuori 130mila franchi per i salari dei 40 dipendenti".
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