
Incombre l'ombra della prescrizione sull'inchiesta del crollo che si verificò all'internto della galleria del San Salvatore nel giugno 2017. I reati ipotizzati dalla procuratrice Chiara Borelli - inondazione, franamento e violazione delle regole dell'arte edilizia - si prescrivono infatti in 7 anni. Sette anni non dall'incidente, ma da quando avvennero gli interventi di ripristino, ovvero nel febbraio-marzo 2012. Entro gli inizi del 2019, riferisce la RSI, bisognerà dunque giungere almeno alla sentenza di primo grado.
A causare il franamento, ha stabilito la perizia giudiziaria, furono diversi fattori, alcuni dei quali legati ai suddetti lavori di sistemazione. Le indagini si concentrano in particolare sui fori di sfogo per l'acqua, che con la sua spinta provocò il cedimento del manufatto.
"Li feci laddove mi dissero di farli" ha spiegato l'operaio che si occupò materialmente di quei fori, durante l'interrogatorio avvenuto martedì. "Alcuni fori furono praticati in seconda battuta. Si dovette cioè tornare indietro, dopo avere constatato la presenza di acqua".
Otto in totale gli indagati, tra cui gli ingegneri dello studio che hanno progettato la ristrutturazione e gli uomini della ditta incaricata di realizzarla. Nel frattempo l’Ufficio federale delle strade (USTRA) si è costituito accusatore privato.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

