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Ticino
Crollano gli appalti pubblici, Ssic preoccupata
© CdT/ Chiara Zocchetti
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Laura Milani
5 anni fa
Le imprese dell’edilizia temono ora di dovere essere costrette a licenziare, ma in aumento è pure il rischio di assistere a fenomeni di malaedilizia

Quello che inizialmente poteva sembrare un calo momentaneo si è protratto nelle settimane, nei mesi. E oggi la Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino lancia l’allarme: gli appalti pubblici si sono ridotti all’osso. Se a breve non si assisterà ad un cambio di rotta, si temono licenziamenti e concorrenza malsana.

“Stiamo parlando di quegli appalti appannaggio di piccole medie imprese, che erano soliti arrivare con una certa regolarità, come la manutenzione e le canalizzazioni, necessari a mantenere l’occupazione”, spiega infatti il direttore della Ssic Nicola Bagnovini. “Al mese di solito contavamo almeno 20 appalti pubblici, ora arriviamo a stento a 5-6, siamo seriamente preoccupati in vista dell’anno prossimo”, aggiunge.

Aumenta il rischio di malaedilizia
Diverse le cause ipotizzate dalla Ssic per tentare di spiegare il drastico calo: i conti in rosso dei Comuni, la difficoltà a reperire materie prime, l’impossibilità a rispettare le tempistiche. Più facile immaginare le conseguenze funeste nel medio termine: “Per evitare licenziamenti, alcune imprese potrebbero ancora richiedere le indennità per lavoro ridotto”, spiega ancora Bagnovini. Non solo. Aumenterà la pressione e la concorrenza tra imprese: “Non appena ci sarà un appalto, avendo esaurito le riserve, le imprese tenderanno ad abbassare i prezzi, con rischio di fenomeni di malaedilizia”.

Ci si rivolge ai Comuni
Di qui l’appello ai Comuni: “I tempi stanno cambiando: per compensare il calo dell’edilizia abitativa privata abbiamo veramente bisogno di investimenti pubblici”.

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