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Medio Oriente
Crolla il petrolio, cauto ottimismo alle stazioni di benzina
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Dopo l'annunciata tregua fra Stai Uniti e Iran, il prezzo del petrolio è sceso di circa il 15%. Una notizia accolta con cauto ottimismo dagli addetti ai lavori che, in ogni caso, si aspettano una diminuzione anche alle stazioni di benzina.

La prospettiva di una riapertura dello stretto di Hormuz ha fatto crollare il prezzo del petrolio: il Brent (quotazione di riferimento per il mercato europeo) è sceso sotto i 100 dollari al barile, praticamente il 15% in meno rispetto al giorno prima. «Magari – lo speriamo davvero tutti – può ancora scendere», afferma Boris Martinoni portavoce dell’associazione ticinese delle stazioni di servizio. E se la pace dovesse continuare, allora «possiamo aspettarci che i prezzi scendano a livello precedente la crisi». Secondo Martinoni, ad ogni modo, ci saranno delle diminuzioni sul prezzo alla pompa «proprio perché un prezzo così alto non stimola nemmeno l’acquisto».

Si soffre la vicinanza con l'Italia

In effetti, dall’inizio della guerra, la benzina è salita circa 20-25 centesimi; il diesel di ben 40. Boris Martinoni non rileva spiccate differenze regionali in Svizzera anche se c’è chi subisce di più le conseguenze di questa situazione. «Alcuni Stati, come l’Italia, sono intervenuti riducendo le accise e compensando così l’aumento del prezzo del petrolio». Ma ciò significa che chi sta al confine – cioè il Ticino – soffre di più.

Regna l'incertezza

Dopo le notizie di oggi, l’umore degli operatori resta cauto. È vero che le novità vengono ben accolte «sia dal punto di vista umano che lavorativo». Le ultime settimane sono però state segnate dall’incertezza «quindi è difficile essere molto contenti perché non si sa come si andrà avanti».