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Croce Rossa, si cercano soluzioni interne ed esterne. Fonio: “Primo incontro costruttivo”
Robert Krcmar
6 mesi fa
La direttrice della Croce Rossa sezione Sottoceneri: "Stiamo verificando se ci possano essere posizioni che si liberano a breve"

A seguito dei tagli cantonali per 4 milioni di franchi, la Croce Rossa ha oggi annunciato che saranno 35 i collaboratori che perderanno il proprio posto di lavoro, per un totale di 30.5 posti a tempo pieno. Si tratta di collaboratori nell'ambito della migrazione, più nel dettaglio di 25 educatori e 10 vegliatori. Le informazioni sono state fornite a margine del primo incontro tra la direzione, i sindacati e una commissione del personale. Un incontro "costruttivo", ha dichiarato a Ticinonews il segretario regionale di OCST Giorgio Fonio, spiegando che "c’è una doppia preoccupazione; per i licenziamenti da un lato e per una minor presa a carico dei giovani adulti dall’altro”. Sul piano sociale, “mantenere 35 posti in questo contesto è impossibile, l’obbiettivo è quello di provare a ridurre questo numero e il disagio delle persone toccate”. Ha confermato l'ampia preoccupazione anche la segretaria cantonale VPOD Giulia Petralli, "sia da parte della direzione che del personale, c'è volontà di cercare soluzioni. Quello che abbiamo fatto oggi è iniziare a delineare i prossimi incontri”. Il primo di questi sarà lunedì prossimo con il Cantone.

Si cercano soluzioni, interne ed esterne

Oggi la direzione ha potuto rispondere a tante domande da parte dei collaboratori, ha confermato la direttrice di CRSS Debora Banchini Fersini: “È chiaro che c’è un dispiacere condiviso per la situazione, ma oggi abbiamo potuto aprire un tavolo di discussione”. Sul possibile margine di manovra per ridurre i licenziamenti, l'ha definito "difficile, perché la misura è molto chiara e con numeri prestabiliti, nel senso che cambia la presa a carico, da 1 educatore ogni 4 minori diventeranno 1 a 13. Quello che faremo sarà sicuramente discutere con la commissione per cercare di alleviare questo periodo difficilissimo". Nel dettaglio, si indagano sia possibili soluzioni interne alla Croce Rossa (“stiamo facendo tutti i ragionamenti per verificare se ci possano essere delle posizioni che si libereranno a breve”) che esterne, da parte di altre strutture ("avremo un incontro con il Cantone e ci coordineremo per lavorare in rete anche con altre strutture per cercare di trovare delle soluzioni per tutti, dove possibile”).

"Non va sottovalutato l'impatto sui ragazzi"

Oltre al personale, come detto, c'è preoccupazione per la presa a carico dei giovani adulti che verranno seguiti con nuovi criteri. Stando a Banchini Fersini, "con tutti gli educatori e vegliatori si è creata una relazione di fiducia, con persone vulnerabili che magari hanno anche fatto fatica a raccontarsi e affidarsi a qualcuno, se poi si vedranno togliere alcune di queste figure di riferimento sicuramente sarà difficile per loro. Abbiamo già iniziato a spiegar loro quello che succederà, perché non va sottovalutato l’impatto che avrà sui ragazzi”.