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Ticino
Crisi istituzionale, i sindacati: «Preoccupati per le ripercussioni sul personale cantonale»
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
6 ore fa
I continui cambi ai vertici dei dipartimenti avrebbero generato instabilità, frustrazione e rallentamenti nei progetti. Si guarda anche con preoccupazione all’arrivo di Piero Marchesi in Consiglio di Stato per la sua iniziativa volta a ridurre il personale cantonale.

La crisi istituzionale che ha investito il Cantone rischia di avere ripercussioni anche sull’amministrazione cantonale e sui suoi dipendenti. È quanto emerge dalle dichiarazioni raccolte tra i rappresentanti sindacali, che evidenziano una situazione di crescente preoccupazione e frustrazione tra il personale.

Delusione e frustrazione tra il personale

Per Giorgio Fonio, sindacalista dell’OCST, gli effetti della crisi possono estendersi ben oltre la politica. «È un danno che collateralmente tocca e potrebbe coinvolgere anche i funzionari che non hanno in tutta questa situazione nessuna responsabilità», osserva. Tutto nasce anche dall'arrocchino. Fonio richiama in particolare la situazione della Polizia cantonale, i cui agenti hanno visto cambiare più volte i responsabili politici del dipartimento. Ma il problema, secondo il sindacalista, riguarda l’intera amministrazione: «Tutti i collaboratori vedono una situazione che tocca il loro datore di lavoro e, di riflesso, viene vissuta anche da loro». Il risultato è un sentimento di «delusione e frustrazione».

Dipendenti privi di una direzione politica

Edoardo Cappelletti, co-segretario del VPOD, pone invece l’accento sulle conseguenze concrete che l’instabilità politica ha sull’attività dell’amministrazione. «Abbiamo dipendenti che per troppo tempo sono stati privati di una direzione politica e istituzionale chiara», afferma. Secondo il co-segretario VPOD, alcuni dipartimenti avrebbero visto progetti «congelati, se non addirittura arretrati» a causa dei continui cambi di responsabilità, dell'arrocchino, delle dimissioni e delle revoche di dipartimenti. Una situazione che, sostiene Cappelletti, «crea una destabilizzazione a livello di personale, ma anche un blocco su quelli che devono essere i progetti per migliorare il servizio pubblico in questo Cantone».

Le preoccupazioni per Piero Marchesi

Nel mirino dei sindacati c’è anche il prossimo ingresso di Piero Marchesi in Consiglio di Stato, promotore dell’iniziativa «Stop all’aumento dei dipendenti cantonali». Fonio sottolinea la necessità di un confronto con il nuovo consigliere di Stato, chiamato a guidare un dipartimento e a confrontarsi quotidianamente con i collaboratori. «Sarà necessario anche un confronto con Piero Marchesi per fare capire perché da parte nostra, come sindacato, vi è una ferma opposizione», afferma. Critiche e preoccupazioni arrivano anche da Cappelletti: «L’ingresso di Piero Marchesi in Consiglio di Stato ci preoccupa perché lui stesso è promotore della decimazione del personale cantonale», sostiene il co-segretario VPOD. Secondo Cappelletti, questa posizione presupporrebbe una sfiducia nei confronti dell’organizzazione dei servizi cantonali e non rappresenterebbe «una base di partenza incoraggiante» per affrontare la crisi istituzionale, che «in realtà dovrebbe mettere al centro il riconoscimento del lavoro del personale cantonale».