
Senza un’analisi delle uscite il rischio è che tanti ristoranti non sopravvivano. È il grido d’allarme lanciato dal presidente di GastroTicino Massimo Suter rivolto a tutta la categoria. Il caro bolletta sta bussando alla porta dei ristoranti. O si agisce, risparmiando dove possibile, o si rischia in futuro di pagarne le conseguenze. “Le voci che giungono da Berna non sono per niente rassicuranti”, commenta Suter ai microfoni di Ticinonews. “Si parla di divieti o di non aperture di stazioni invernali. Il settore è abbastanza preoccupato”. Ogni ristoratore o albergatore “deve far fronte a questa situazione, ma soprattutto deve svolgere un’analisi e prendere delle contromisure, magari anche impopolari”. Alcuni lo fanno, “ma c’è anche chi finge di non vedere il problema o non vuole riconoscerlo. Lo vediamo spesso e volentieri nei commenti dei blog, dove i ‘leoni da tastiera’ dicono che non c’è nessun problema e che bisogna continuare come si è fatto finora, non regolamentando il flusso lavorativo in base ai costi energetici aumentati. Io sono preoccupato perché questa mancanza di presa di coscienza rischia di fare veramente male nei mesi invernali”.
Cosa si può fare
L’immobilismo dei colleghi, insomma, preoccupa il presidente della categoria. A suo dire si sta sottovalutando la portata del problema. Lo stesso Suter è invece già corso ai ripari, adottando due misure di risparmio in modo da ottimizzare la spesa energetica. “Ho introdotto un giorno supplementare di chiusura, andando così a risparmiare un 15-20 per cento di energia”. Inoltre, “abbiamo analizzato le pietanze offerte e ci siamo accorti che la pizza stava calando in frequenza. Abbiamo quindi deciso di toglierla dalla carta, risparmiando gli 11 chilowattora consumati dal forno”. Queste sono le contromisure immediate che si possono prendere “senza creare grosso danno o imbarazzo al cliente”. Se queste non dovessero però essere sufficienti “credo che non potremo fare altro che correggere verso l’alto i prezzi”.
"Ogni imprenditore deve intervenire"
L’obiettivo è far quadrare i conti, in un settore in cui i margini di guadagno non sono elevati, così da scongiurare un ritocco dei prezzi verso l’alto. “Ogni imprenditore di ogni settore economico deve intervenire, così come le economie domestiche dovranno a loro volta cercare di risparmiare in modo da avere più soldi a disposizione per potersi godere una serata al ristorante”. È probabile che si arriverà all’aumento dei prezzi, ma prima “cerchiamo di prendere delle contromisure meno dolorose per il cliente. Speriamo non vi saranno divieti di utilizzo delle Spa o degli impianti di innevamento, perché qualora questo capitasse, ecco che il nostro settore si ritroverebbe ancora una volta a dover subire dei divieti suo malgrado”, conclude Suter.

