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Crimini d'odio, «si parta con il denunciare»
©Shutterstock
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Federico Marino
un'ora fa
È quanto auspica Imbarco Immediato, che commenta il rapporto 2026 pubblicato da LGBTIQ Hotline in merito ai crimini d'odio legati alla sessualità e l'identità di genere.

I crimini d'odio legati all'orientamento sessuale e l'identità di genere sono una realtà quasi quotidiana in Svizzera. È quanto afferma il rapporto 2026 pubblicato da LGBTIQ Hotline. Il Ticino non è al riparo dal fenomeno: nel 2025 risultano «10 denunce per crimini d'odio in Ticino», ci dice il coordinatore di Imbarco Immediato. Un dato che però va contestualizzato.

Una reticenza a denunciare

Le segnalazioni, infatti, «non erano state segnalate specificatamente per l'orientazione sessuale», spiega a Ticinonews il coordinatore di Imbarco Immediato Federico De Angelis. D'altra parte, va considerato anche il fatto che l'articolo 261bis del codice penale punisce i reati d'odio basati - tra le varie cose - sull'orientamento sessuale, ma non l'identità di genere. Per questo motivo «le persone trans, o queer, una fetta importante tra quelle che ricevono discriminazioni, non sono tutelate dal punto di vista legislativo». Allo stesso tempo non mancano le segnalazioni, ci dice De Angelis, di casi di discriminazione, che arrivano alle associazioni. Non procedono però necessariamente le denunce, per le quali si constata una certa reticenza. A questo concorre il fatto che, ad essere toccate, sono «persone fragili per il loro percorso personale». Ciò che comporta un'ulteriore difficoltà. Secondo i dati citati dal rapporto di LGBTIQ Hotline, una denuncia segue soltanto il 10% dei casi di reati d'odio. 

L'importanza di denunciare

Per combattere il fenomeno, secondo De Angelis, bisogna partire proprio dal «denunciare. Perché se non si denuncia non si può andare ad agire in qualche modo». Sul versante opposto, sono auspicate anche delle misure politiche: «a livello nazionale è bene accompagnare la politica, che qualche volta ha dei passi abbastanza lunghi, nel percorso di acquisizione di diritti per le minoranze in generale, che spesso non sono tutelate», spiega De Angelis. Già da oggi, invece, chi dovesse necessitarlo, può trovare supporto o anche la possibilità di una consulenza sui portali di Zonaprotetta o Imbarco Immediato