
Sale ancora il numero dei frontalieri in Ticino. Nel secondo trimestre del 2019 il numero ha raggiunto la quota record di 66'316, registrando un aumento del 3,8% rispetto ai tre mesi precedenti e del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. È quanto emerge dai dati diffusi dall'Ufficio federale di statistica, secondo cui il cantone sudalpino presenta la crescita più marcata rispetto al periodo gennaio-marzo. Si tratta della cifra più alta mai raggiunta in Ticino.
In Ticino il numero assoluto aveva raggiunto un picco (a 66'046) nel secondo trimestre 2017, poi era calato sino a 62'053 a fine 2018. Da allora è tornato a salire, stabilendo un nuovo primato assoluto. La gran parte dei lavoratori che varca il confine - rivelano le informazioni dell'ufficio di statistica - è impiegato nel settore dei servizi (42'399) e proprio in questo ramo è stata riscontrato l'incremento maggiore (+1926). Nel settore secondario erano impiegate 23'382 persone (+486), nel primario 539 (+36).
A fine di giugno i lavoratori provenienti dall’estero attivi in Svizzera erano circa 323mila. Il loro numero complessivo, a livello nazionale, è aumentato del 2,4% rispetto al secondo trimestre del 2018. Gli italiani sono aumentati del 3,7% (74'920 persone) rispetto all’anno scorso, i francesi del 3,2% (176'955 persone), mentre i frontalieri provenienti dalla Germania sono calati dell’1,1% (60'169 persone).
Le regioni più attraenti, oltre al Ticino, sono quelle del Lemano (120'857) e la Svizzera nord-occidentale (69'279), che comprende Basilea. La gran parte dei frontalieri lavora nel terziario, che mostra anche tassi di crescita più elevati (215'385, +2,1% e +2,8%). Rimane comunque importante anche il ramo secondario (105'354, +1,5%, +1,6%).
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