
Dopo che il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ha pubblicato le cifre relative all'assistenza sociale in Ticino nel mese di luglio 2016, i Verdi del Ticino tornano alla carica per denunciare la situazione.
"I nuovi dati sull'assistenza, pubblicati ieri, confermano purtroppo quanto temevamo - scrive in una nota stampa il movimento ecologista - "(...) Non sappiamo altro su questi nuovi beneficiari dell'assistenza perché il governo ha deciso di pubblicare solo una volta l'anno un resoconto più dettagliato."
A sconcertare Michela Delcò Petralli e colleghi di partito, il fatto che "il Consiglio di Stato non risponda e si barrichi in un assordante silenzio. I Verdi del Ticino avevano interrogato il Consiglio di Stato sul perché la frequenza di pubblicazione dei rendiconti dettagliati in soli due sia passata da trimestrale ad annuale, riducendo così le informazioni disponibili in quantità e in qualità. A questa e a molte altre domande non si è voluto rispondere."
I Verdi denunciano quindi "la totale assenza di una strategia globale a medio termine" per contrastare il fenomeno: "Non passa giorno senza che i media riportino storie di lavoratori sottopagati, concorsi di semplice facciata, salari con cui solo i frontalieri possono vivere. Si sente tanto parlare di responsabilità sociale, ma nella pratica non si vede nessun passo concreto mosso in questa direzione, anzi: i media riportano assurde dichiarazioni di imprenditori che osteggiamo l'introduzione di salari minimi, benché siano stati votati dal popolo, e rappresentanti di associazioni economiche che minimizzano i problemi."
Sotto accusa, anche la manovra di rientro voluta dal Governo, che prevede "di introdurre nuovi riduzioni delle prestazioni sociali, abbassando la soglia della Laps (legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali). Insomma più i ticinesi si impoveriscono, meno prestazioni offriamo loro."
"Il Consiglio di Stato non capisce, o fa finta di non capire, che siamo finiti in una spirale senza fine - chiosano i Verdi del Ticino - il lavoro è sempre più precario e mal pagato, i cittadini sono sempre più poveri, di conseguenza pagano meno tasse e quindi lo stato incassa meno e le spese sociali nel contempo crescono. Invece di favorire imprese che si dimostrano una vera responsabilità verso i cittadini e il territorio, già si parla di introdurre nuovi sgravi fiscali a pioggia per tutte le aziende. Non è certo tagliando gli aiuti a chi è nel bisogno che si risolvono i problemi in cui ormai questo cantone sta affogando."
I Verdi del Ticino sottolineano quindi il loro sostegno ai referendum in atto contro le misure di risparmio e invitano a firmarli.
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