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Ticino
Cresce la pressione per chiudere le scuole ticinesi
Cresce la pressione per chiudere le scuole ticinesi
Cresce la pressione per chiudere le scuole ticinesi
Redazione
6 anni fa
Numerose prese di posizione arrivano da partiti e associazioni che chiedono misure più drastiche

Cresce la pressione sulle istituzioni ticinesi per chiudere le scuole dell'obbligo. Dopo che ieri il Consiglio di Stato ha annunciato la chiusura delle scuole solo post-obbligatorie, alcuni Comuni hanno intrapreso proprie iniziative. Cadenazzo per esempio ha deciso di sospendere l'obbligo di frequenza, lasciando comunque aperti gli istituti scolastici, mentre Monteceneri avrebbe invece deciso di chiudere gli stabili comunali a partire da lunedì. 

Nella giornata odierna si susseguono le prese di posizioni e interpellanze che chiedono misure più drasticche al Governo. In primis l'Ordine dei Medici, che chiede al Consiglio di Stato di chiudere tutte le scuole su suolo ticinese come misura di prevenzione. In mattinata si è svolto un incontro tra i direttori scolastici ticinesi e il Consigliere di Stato Manuele Bertoli. Un comunicato è atteso in giornata.

Le richieste di partiti o associazioni nei singoli comuni o al GovernoNel frattempo arrivano numerose richieste di partiti in singoli comuni. Le riassumiano qui di seguito:

Il gruppo UDC in Consiglio comunale a Lugano chiede al Municipio di revocare l'obbligarietà scolastica per permettere alle famiglie che ne hanno la possibilità di tenere a casa i più piccoli, mentre chi non ha un supporto durante il giorno può continuare a mandare i propri figli a scuola. 

In un'interpellanza al Municipio di Losone, il consigliere comunale Orlando Guidetti chiede se l'Esecutivo abbia intenzione di chiudere le scuole e gli asili, emanando una direttiva comunale per le famiglie e la popolazione di Losone. 

In un'interrogazione al Governo, il deputato Edo Pellegrini si dice sorpreso della decisione di non chiudere le scuole dell'obbligo, sottolineando che la trasmissione del virus, vista la poca distanza sociale, è molto facile se gli istituti rimangono aperti. Il granconsigliere propone quindi di tenere le scuole parzialmente chiuse: "meno presenze, meno contagi". 

L’associazione donne PPD ossserva che già oggi molte famiglie ticinesi fanno riferimento all’aiuto dei nonni per la gestione del tempo extrascolastico. Chiede quindi alle istituzioni cantonali e comunali di adoperarsi affinché si metta a disposizione delle famiglie che ne abbiano necessità "strutture e servizi di pre e post scuola, dove i figli possano trovare accoglienza prima e dopo l’orario scolastico e servizi di mensa così da sollevare i nonni dalla cura dei nipoti".

Il Comitato della Conferenza dei Sindaci del Malcantone ha scritto una lettera al Presidente del Governo Christian Vitta, in cui si chiede "una decisione coraggiosa accompagnata da direttive su come gestire i bambini in quarantena".

In un'interpellanza al Municipio di Chiasso, il consigliere comunale Stefano Tonini chiede se il Comune di Chiasso ritenga corrette mantenere aperte le scuole dell'obbligo e se concordi con la posizione del DECS. Il consigliere chiede inoltre come sia possibile garantire il distacco generazionale visto il contatto con i docenti.

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