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Ticino
Cresce il settore bancario ticinese
Redazione
12 anni fa
Tenui miglioramenti nel primo trimestre 2014. Ma Citterio avverte: "Risulta evidente la perdita di fiducia della clientela internazionale"

Ancora un trimestre di tenui miglioramenti per il settore bancario ticinese: crescono i ricavi e i volumi di attività mentre rimane complessivamente stabile l’impiego. Il settore rafforza ulteriormente la propria posizione con la clientela svizzera, mapatisce i continui cali della domanda di prestazioni provenienti dalla clientela estera che ne frenano lo slancio.

Per i prossimi mesi gli operatori non si attendono inversioni di tendenza, la situazione degli affari dovrebbe seguitare a migliorare facendo i conti con le ancora attese flessioni nelle richieste di prestazioni di clienti esteri.

La metà degli istituti finanziari dichiara un aumento dei ricavi (solo l'1% ne annuncia un calo), a dispetto di un aumento delle spese segnato nel 37% dei casi (una diminuzione è stata avvertita nel 26% dei casi). Risultati che inducono la metà dei banchieri interpellati a dichiarare un miglioramento della situazione reddituale, a fronte di un peggioramento lamentato da un quarto di essi. Il livello d'impiego, che ad aprile è giudicato complessivamente adeguato, è aumentato del 30% degli istituti sondati e diminuito nel 25%.

"L'analisi relativa al primo trimestre 2014 mette ancora in evidenza la netta distinzione tra affari con la clientela svizzera e con la clientela internazionale" ha commentato il direttore dell'Associazione bancaria ticinese Franco Citterio. "Se diamo uno sguardo ai dati statistici pubblicati regolarmente dalla Banca nazionale svizzera notiamo che il settore finanziario, con un totale di patrimoni superiore ai 5'000 miliardi di franchi, è ampiamente dipendente dalla clientela straniera. Risulta quindi evidente che le riforme strutturali e i grandi cambiamenti della normativa fiscale stanno intaccando la fiducia soprattutto di questo genere di clientela e questo deve suonare da campanello d'allarme. Le banche e gli altri intermediari finanziari stanno vivendo sulla loro pelle una crisi di fiducia esplicita che sta provocando una riduzione dei volumi e dei margini. E le prospettive a breve termine, come dimostra l'indagine del KOF, non sono migliori."

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