
Il Consiglio di Stato non è in possesso di dati e studi recenti riguardanti la presenza di antibiotici nel suolo. Il tema è per contro adeguatamente trattato all'interno dei programmi di ricerca sviluppati dalla Commissione internazionale per la protezione delle acque italo svizzere CIPAIS, di cui il Dipartimento del territorio è membro. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato, rispondendo a un'interrogazione di Tiziano Galeazzi, presentata lo scorso 7 giugno.
Lo sviluppo di resistenze agli antibiotici, conferma il Governo, "è oggetto di preoccupazione" in quanto mette a repentaglio l'efficacia dei farmaci sviluppati per tutelare la salute umana ed animale. La Svizzera, in cooperazione con la comunità internazionale, è quindi sollecitata a prevenire l'apparizione di nuove resistenze e nel 2015 ha giudicato necessaria l'adozione di una Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici (SAR) promuovendo un approccio globale in considerazione armonizzata di uomo, animale e ambiente - concetto "One Health".
Attualmente per il suolo, precisa il Governo, le conoscenze sono purtroppo ancora poco sviluppate e si ritiene quindi difficoltoso e prematuro lo svolgimento d'indagini. Le acque per contro vengono giudicate "prioritarie". Si proseguiranno quindi le indagini su questa matrice, "sebbene non esistano al momento obblighi di legge in questo ambito". Nell'ambito delle indagini sulle sostanze pericolose nel Ceresio, aggiunge il Governo, "sono stati ricercati i residui di diversi antibiotici nei fiumi immissari (programma 2013) e nelle acque del lago (programmi 2014 e 2017)". Inoltre, sia per il Verbano, sia per il Ceresio, "sono in corso programmi di monitoraggio sulla presenza di geni di resistenza agli antibiotici nel popolamento microbico acquatico". Gli studi CIPAIS sono disponibili e vengono pubblicati a cadenza annuale al sito www.cipais.org.
Per quanto riguarda i decessi dovuti a batteri resistenti, i dati non sono disponibili a livello svizzero, precisa ancora il Governo. Tuttavia in una recente pubblicazione, che si basa su una metodologia consolidata a livello europeo, gli autori forniscono una stima delle infezioni da batteri resistenti agli antibiotici: "Essi stimano a 7'156 il numero d'infezioni dovute a batteri resistenti del 2015 in Svizzera che equivale a un'incidenza di 85 casi/100'000 abitanti. I decessi riportati sono 276 che equivalgono a un'incidenza di 3.28 decessi/100'000 abitanti".
"Non abbiamo a disposizione altri studi comparativi per trarne una tendenza, ma nell'ultimo rapporto "Swiss Antibiotic Resistance Report 2018" della strategia StAR è riportato che il numero d'infezioni causate da germi resistenti è in aumento nel nostro paese. La Svizzera è meno colpita da queste infezioni rispetto alla Francia, l'Inghilterra o l'Italia, ma lo è di più rispetto all'Olanda o ai Paesi scandinavi" conclude il Governo.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

