Cerca e trova immobili
Maltempo
"Creiamo un fondo per far fronte alle calamità climatiche"
© Ticinonews
© Ticinonews
Redazione
2 anni fa
È quello che chiede una mozione di Samantha Bourgoin e Matteo Buzzi e del gruppo dei Verdi del Ticino in Gran Consiglio. Con questa si vuole limitare l'impatto che gli eventi estremi - come quello in Vallemaggia - hanno sulle strutture.

"Gli eventi di queste ultime settimane nel Moesano, in Vallese, in Ticino e in particolare in Vallemaggia, senza parlare della Svizzera Romanda, di Basilea o della vicina Italia, hanno messo in evidenza la particolare fragilità delle regioni alpine, e non solo". Lo scrive il gruppo dei Verdi del Ticino in Gran Consiglio nella loro mozione "Creiamo un fondo per far fronte alle calamità climatiche". Come ricordano i deputati, questo tipo di eventi meteorologici violenti ed estremi sono sempre più frequenti, "a causa del riscaldamento climatico di origine antropica, particolarmente pronunciato nel nostro Paese". Per questa ragione, i Verdi del Ticino - guidati da Samantha Bourgoin e Matteo Buzzi - affermano che è evidente quanto bisogna affrontare immediatamente e tempestivamente questo tipo di fenomeni nelle nostre regioni, "non solo per proteggere beni e infrastrutture e ridurne al minimo i relativi danni, ma anche e soprattutto per salvare vite".

Il 2 per mille del PIL cantonale

In questo senso, è sì indispensabile - scrivono i parlamentari - adattarsi al cambiamento climatico, ma allo stesso tempo "avere delle opzioni di finanziamento per danni infrastrutturali che non si sono potuti evitare e che non sono coperti dalle assicurazioni". Il non agire è più costoso che prevenire, come dimostrano alcuni degli ultimi eventi di questo genere che si sono verificati nel Cantone, che non può permettersi questo tipo di costi milionari.  Per questa ragione, il gruppo dei Verdi chiede con questa mozione al Consiglio di Stato di "creare un fondo per far fronte alle calamità climatiche, per l’adattamento, per la previsione e la prevenzione dei pericoli naturali a beneficio del Cantone, dei Comuni, dell’economia e dei privati". Questo si alimenta del contributo cantonale annuale "di almeno il 2 per mille del PIL del Ticino" (in base ai dati del 2021 corrisponderebbe a 66 milioni di franchi annui) - e se necessario del contributo dalla Confederazione.