
Il tema del degrado del mondo del lavoro è purtroppo d’attualità e numerosi sono i casi di abuso che hanno colpito il nostro Cantone negli ultimi anni. In questo contesto sono molte le possibili proposte che gli attori, impegnati nella lotta contro coloro che sono stati soprannominati i “criminali della libera circolazione”, hanno portato all’attenzione della politica cantonale e federale.
Tra queste vi è quella di creare una Sezione del lavoro all'interno della Magistratura e una Brigata del lavoro all'interno della Polizia cantonale, riproposta oggi tramite una mozione dai deputati PPD e sindacalisti OCST Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini.
Nella loro mozione, Fonio e Jelmini ricordano che già nel 2015 il Procuratore generale Jonh Noseda aveva lanciato il tema della creazione di una “brigata del lavoro”. In seguito il direttore del Dipartimento dele istituzioni Norman Gobbi affermò: “Ne ho parlato sia con il PG Noseda, sia con il comandante Matteo Cocchi, ed entrambi sono favorevoli. Credo che di fronte a casi sempre più frequenti di abusi o gravi violazioni delle leggi, casi che mettono a rischio la nostra pace sociale e le dignità del lavoro, lo Stato debba rispondere con una misura forte e chiara. Creare un’équipe del lavoro coordinata dalla Polizia cantonale avrà a mio avviso anche un effetto deterrente nei confronti di chi pensa che il Ticino sia una terra di conquista senza regole."
Nel luglio 2015 Fonio e Jelmini interrogarono quindi il Consiglio di Stato chiedendo a che punto fosse la proposta del direttore del Dipartimento delle istituzioni. "La risposta, purtroppo negativa, è giunta il 4 maggio 2016" scrivono i due deputati. "Il Governo non ha voluto assecondare la proposta ritenendo “che senza dover investire tempo e risorse, anche finanziarie, nella creazione di un’ulteriore Sezione, il consolidamento della struttura organizzativa esistente permetta di raggiungere gli obiettivi specifici preposti e le intenzioni formulate a suo tempo dal Direttore del Dipartimento. Attraverso essa, e segnatamente mediante controlli incisivi, il Consiglio di Stato dà, come da voi richiesto, Signori Deputati, una risposta forte e chiara a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori e delle datrici e dei datori di lavoro onesti che rispettano le leggi, e sono la maggioranza, e rivolge un monito a coloro i quali credono di poterle infrangere impunemente".”
"Purtroppo la realtà chiede di più di quanto finora attuato e grande è la preoccupazione di tutti coloro che si trovano ad operare quotidianamente nel mercato del lavoro ticinese" proseguono Fonio e Jelmini. "Ne sono una conferma le numerose denunce portate all’attenzione dell’autorità cantonale e della magistratura dai colleghi di OCST come pure l’intervento degli scorsi giorni del sindacato UNIA ripreso da TeleTicino. Fallimenti pilotati, caporalato e lavoro nero sono ormai all’ordine del giorno e meritano una risposta forte e chiara!"
Fonio e Jelmini giungono quindi alla richiesta della loro mozione: "Questa situazione chiede alla Stato un maggior impegno tramite una diversa organizzazione e pertanto si rende necessaria la richiesta volta al Consiglio di Stato affinché vengano istituite una Sezione del lavoro all’interno della Magistratura euna Brigata del lavoro all’interno della Polizia Cantonale."
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