
La tragedia di Crans-Montana, costata la vita a decine di giovani, è stata al centro della puntata di Matrioska del 7 gennaio, che ha riunito in studio giornalisti, politici ed esperti per riflettere su quanto accaduto e su ciò che non ha funzionato. Dal lutto per le vittime e dalla richiesta di verità e giustizia, il dibattito si è rapidamente allargato alle polemiche tra Italia e Svizzera, al ruolo dei media, alla gestione delle indagini e, soprattutto, alla sicurezza dei locali frequentati da minorenni. Tra gli ospiti di Marco Bazzi, il giornalista e saggista italiano Ferruccio De Bortoli ha richiamato il carattere universale del dolore – “sono tutti figli nostri” – invitando a superare le contrapposizioni nazionali per concentrarsi su prevenzione e responsabilità. Accanto a lui, il municipale di Lugano Filippo Lombardi, il coordinatore della Lega Daniele Piccaluga, la già procuratrice pubblica Francesca Piffareti Lanz e la deputata PLR Michela Ris hanno discusso i limiti del sistema federale, i controlli antincendio e le risposte delle istituzioni.
Episodio simile evitato a Lugano
Nella parte finale della puntata l’attenzione si è spostata dal piano emotivo e politico a quello concreto delle regole. In un filmato di Halloween 2024 girato in una discoteca di Lugano - mostrato in studio - si vede la stessa dinamica di quanto avvenuto la notte di Capodanno a Crans, con la sola differenza che in quella situazione i responsabili sono prontamente intervenuti a spegnere il fuoco, evitando il peggio. Un filmato che ha inevitabilmente riacceso il dibattito sulla cultura della sicurezza e sulle pratiche tollerate nei locali notturni, in particolare sull'uso negli spazi chiusi di bengala sulle bottiglie. Lombardi ha poi osservato che non si sa “quanti episodi simili accadono”, perché spesso emergono “per caso” e non vengono segnalati. Da qui la proposta di obbligare gli esercenti a informare le autorità in presenza di anomalie. Il confronto con Crans-Montana evidenzia differenze tecniche – come l’assenza di schiuma fonoassorbente e la presenza di estintori – ma anche una pericolosa somiglianza: “lo stesso tipo di fontanella sulla bottiglia di champagne” e la mancata percezione del rischio da parte dei presenti.
Questione legale e assicurativa
Sul fronte legale e assicurativo, Lanz ha chiarito che la strada sarà quella civile: “Un risarcimento assicurativo che non riporterà in vita figli o parenti”, con responsabilità da valutare per gestori e autorità e costi sanitari ingenti. Un epilogo che riporta il dibattito al punto di partenza: prevenire, prima ancora che risarcire.

