
Filippo Lombardi è tornato ieri sera sugli schermi della televisione italiana, ospite per la seconda volta in una settimana del programma «Lo Stato delle Cose» su Rai3, condotto da Massimo Giletti. Al centro del dibattito, ancora una volta, la tragedia di Crans-Montana e le sue conseguenze politiche, giudiziarie e umane. In studio non sono mancati momenti di forte tensione, in particolare nel confronto con Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale. Attimi riportati in un articolo del Corriere del Ticino.
La serata
Aprendo la trasmissione, Giletti ha sottolineato come il tema resti estremamente delicato nei rapporti tra Svizzera e Italia, ringraziando Lombardi per essere, a suo dire, l’unico politico elvetico disposto a esporsi pubblicamente. Uno dei nodi più discussi è stato quello dei risarcimenti alle vittime e alle loro famiglie. Giletti ha ricordato come, nella puntata precedente, avesse criticato l’importo inizialmente indicato, paragonandolo alla cauzione dei responsabili, arrivando a dire che se fosse stato svizzero se ne sarebbe vergognato. Lombardi ha replicato con fermezza, respingendo quell’affermazione e dichiarando che la vergogna dovrebbe ricadere sui responsabili diretti e sulle autorità locali. Ha aggiunto che, al loro posto, si sarebbe dimesso e avrebbe devoluto il proprio patrimonio alle vittime, precisando di non difendere né i Moretti né il sindaco, ma anzi di collocarsi idealmente sul banco dell’accusa, posizione che – ha detto – sarebbe condivisa dalla maggioranza degli svizzeri.
Confronto infuocato
Il confronto si è ulteriormente acceso quando si è tornati a parlare dei fondi, anche alla luce delle testimonianze dei genitori di una delle vittime, che hanno denunciato ritardi nei versamenti. Lombardi ha elencato le misure in corso da parte di Cantone, Comune, altri Cantoni e privati, parlando di decine di milioni già promessi o in via di costituzione. A quel punto Cerno ha attaccato duramente, criticando quella che ha definito una visione fredda e contabile della tragedia, accusando la Svizzera di aver tentato inizialmente di minimizzare l’accaduto e di concentrarsi più sui soldi che sulla verità e sulle indagini. In chiusura, nonostante le polemiche, Giletti ha ribadito il proprio ringraziamento a Lombardi, auspicando che il confronto pubblico possa contribuire a fare piena luce su quanto accaduto, nell’interesse delle vittime e delle loro famiglie.

