
Natale nero per i dipendenti di Crai Suisse SA. I licenziamenti paventati lo scorso ottobre, che avevano portato i dipendenti a incrociare le braccia, sono diventati realtà. Negli scorsi giorni è infatti scattata la procedura di licenziamento collettivo. Come anticipato ieri sera da Radio Fiume Ticino, al più tardi lunedì i 53 dipendenti attivi in Ticino (33 impiegati al centro logistico Crai di Riazzino, 20 impiegati nei negozi C-Market) riceveranno la lettera di disdetta del contratto di lavoro.
Il dialogo con i vertici dell'azienda è già stato avviato, ha confermato il sindacalista UNIA Igor Cima. Gli stipendi saranno garantiti fino al termine dei tre mesi di preavviso (marzo 216), mentre la direzione ticinese di Crai Suisse, a Riazzino, sta cercando di "salvare il salvabile" portando avanti le trattative per cedere l'attività a un altro gruppo. Acquirenti interessati si sarebbero già fatti avanti e nei prossimi giorni avranno luogo diversi incontri per definire eventuali accordi. L'auspicio è che il numero di licenziamenti possa essere contenuto, ma anche nelle migliori ipotesi, è improbabile che gli attuali posti di lavoro vengano confermati.
L'azienda, ricordiamo, navigava in brutte acque già da inizio 2013. In seguito alla decisione della Banca nazionale svizzera di abolire la soglia minima di cambio franco-euro l'azienda aveva subito un ulteriore contraccolpo e aveva beneficiato dell'indennità per lavoro ridotto a causa di tale provvedimento. La misura non ha tuttavia permesso di risanare la situazione, che aveva spinto l'azienda a chiudere i negozi di Cassarate e Novazzano. A distanza di tre mesi, la situazione si è poi aggravata a causa di un mancato rispetto di un accordo da parte di Crai Italia nei confronti di Crai Suisse che ora ha portato al licenziamento collettivo.
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