
Accusato di aver fatto sparire alcune decine di milioni di franchi (si parla di una trentina) appartenenti a circa 200 risparmiatori trevigiani (episodio all’origine tra l’altro del crac della Bipielle Bank di Lugano), ex titolare di due società con sede in via Pretorio, fuggito all’estero nel 2002 e inseguito da un mandato di cattura internazionale emesso dal Ministero pubblico ticinese, vivrebbe attualmente in Romania. A fare il nome di Antonio Lo Conte, ex promotore finanziario di origine italiana, oggi 73.enne, è il Gazzettino di Venezia, che ha nuovamente alzato il sipario su una vicenda penale che a suo tempo aveva fatto chiacchierare molto anche alle nostre latitudini.
Antonio Lo Conte era improvvisamente e misteriosamente sparito dal Ticino il 19 maggio 2002, con i due figli e il suo più stretto collaboratore, all’epoca 42.enne, dopo aver manifestato intenti suicidi in lettere inviate ai familiari. Quasi contemporaneamente diversi suoi clienti, piccoli imprenditori veneti impegnati soprattutto nel mondo della pesca e del commercio, avevano inoltrato denuncia al Ministero pubblico e dall’inchiesta avviata dall’allora procuratore pubblico Giovan Maria Tattarletti era subito venuta a galla una chiara serie d’indizi di malversazioni milionarie ai danni di centinaia di piccoli investitori della vicina Penisola, attraverso due società in quegli anni attive in via Pretorio a Lugano.
Maggiori informazioni nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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