
Sebbene il Gran Consiglio abbia deciso di non istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta sull’ex funzionario condannato un anno e mezzo fa per coazione, il dibattito non si è esaurito in aula. Anzi è proseguito dapprima via social, poi per mezzo di comunicati stampa.
Dadò accende la miccia
Ad accendere la miccia è stato il presidente del PPD Fiorenzo Dadò che, non contento per la decisione, se l’è presa con la deputata Natalia Ferrara (PLR), il cui intervento ieri ha fatto propendere per la bocciatura. Postando una foto in cui si vedono le deputate Cristina Maderni e Ferrara darsi la mano, Dadò commenta: “Per questo giorno nero per la dignità delle vittime e per questa ennesima vittoria dell’omertà, vanno ringraziati vivamente e a pari merito il venerando partito liberale radicale ticinese accoppiato al partito socialista. Nella foto: donne liberali radicali in un momento di giubilo per l’avvenuta insabbiatura”.
Il PLR reagisce: “Vili attacchi personali”
La discussione seguita sul web ha fatto reagire il PLR che, tramite un comunicato stampa, ha denunciato gli “attacchi vili personali e regolamenti di conti privati” dopo il no. Secondo il partito il tenore di alcuni interventi durante il dibattito di ieri in Gran Consiglio ha lasciato intendere “le vere finalità giustizialiste dei promotori; sarebbe diventata un processo alle intenzioni, una caccia alle streghe e uno strumento di bassa propaganda politica, con toni inquisitori e prevedibile strumentalizzazione di aspetti delicatissimi”. E nel dibattito che ha seguito la decisione della maggioranza del Parlamento “la realtà ha superato la fantasia”, scrive il PLR. “Lo squallore di alcuni interventi - anche e soprattutto a firma di rappresentanti eletti dal popolo - su differenti canali comunicativi - in particolare sui social media - non fa che confermare i peggiori timori espressi dal PLRT in sede di dibattito. Come partito fondato sui valori di libertà, giustizia e responsabilità ci batteremo con tutte le nostre forze per stigmatizzare questo genere di approccio, che sfrutta scientemente il paravento della difesa dei più deboli per meri fini personali. Non disdegnando neppure vili attacchi personali, ingiustificati e ingiustificabili, con grave disprezzo verso tutti coloro, rappresentanti di ogni partito politico che si sono permessi di dissentire, gravi al punto da mettere in discussione il principio della libertà d’espressione”.
La Lega tuona contro PS e PLR
Intanto anche la Lega, tramite un comunicato stampa, parla di “insabbiamento”, puntando il dito contro PS e PLR. “La Lega dei Ticinesi reputa scandalosa la decisione - presa ieri dal Gran Consiglio a risicata maggioranza a seguito del voto compatto del PS e del PLR - di non istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) sugli abusi sessuali commessi da un ex funzionario PS del DSS, e forse coperti dal suo superiore pure PS” si legge nella nota. “Il partito socialista, sedicente difensore delle donne, compie l’ennesima giravolta a 180 gradi e si oppone all’istituzione della CPI adducendo pretesti ridicoli: evidentemente solo perché gli inchiestati sono suoi esponenti”. II PLR dal canto suo “si schiera ancora una volta con il PS, a dimostrazione che l’ex partitone è ormai completamente in balìa dell’ala “radico-socialista”, e decreta l’insabbiamento dell’inchiesta parlamentare su reati meschini”.
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