Cerca e trova immobili
Ticino
Covid, una petizione del Sisa per più trasporto pubblico
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
6 anni fa
Il sindacato degli studenti e degli apprendisti, per diminuire il rischio contagio, vuole più corse sulla tratte affollate dei mezzi pubblici

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), “visto l’aggravarsi della situazione pandemica”, ha lanciato una petizione online intitolata “COVID-19 e trasporto pubblico: più corse nelle tratte affollate!”, affinché il Consiglio di Stato ticinese intervenga al più presto per risolvere il problema dell’affollamento dei trasporti pubblici. La petizione è raggiungibile a questo link: https://act.campax.org/petitions/covid-19-e-trasporto-pubblico-piu-corse-nelle-tratte-affollate

Diminuire il rischio di contagio
“Dall’inizio dell’anno scolastico”, si legge nella nota, “le studentesse e gli studenti di tutto il Cantone si spostano usufruendo del trasporto pubblico e sono giornalmente confrontate/i con situazioni spiacevoli dovute alla carenza, all’affollamento e al ritardo dei mezzi pubblici. Se in tempi normali la situazione non è ottimale, con l’arrivo della pandemia non può che essere peggiore e nonostante il problema sia ormai noto da tempo alle autorità, nessuna misura significativa è stata finora implementata”.

Evitare la chiusura delle scuole
Il Sisa riporta di aver già segnalato la situazione al Governo ad inizio settembre e che “andando di questo passo a procrastinare, il rischio è quello di accelerare ulteriormente il ritmo dei contagi e dover tornare allo scenario del confinamento. La chiusura delle scuole dello scorso marzo ha dimostrato di incrementare le diseguaglianze scolastiche e sociali: essa via dunque evitata con ogni mezzo possibile!”

Un problema per tutta la società
“Ad essere coinvolto dall’affollamento dei mezzi pubblici”, conclude il Sisa, “non è solo il corpo studentesco, bensì l’intera società. (...) Per questa ragione chiediamo alla popolazione ticinese di sostenere e firmare la nostra petizione affinché il Consiglio di Stato intervenga urgentemente sulla questione!”

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata