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Ticino
“Covid meno pericoloso il prossimo inverno”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Christian Garzoni si mostra fiducioso che i risultati della campagna vaccinale avranno un effetto su una possibile nuova ondata. E sulla possibilità di introdurre una terza somministrazione: “Atteniamoci alle raccomandazioni della Confederazione”

Ieri l’epidemiologo Christian Althaus aveva parlato del fatto che, probabilmente a partire dalla prossima primavera, grazie ai vaccini il virus diventerà come qualsiasi malattia stagionale, con picchi in inverno e diminuzione in estate, pur restando sotto controllo. Secondo Christian Garzoni è troppo presto per avere certezze in questo senso anche se sicuramente, afferma, questo inverno il virus sarà meno pericoloso rispetto al precedente. Ai microfoni di Radio3i il direttore sanitario della Clinica Moncucco ha parlato di variante Delta, della reticenza a vaccinarsi di parte della popolazione e della possibilità di aggiungere una terza dose di vaccino, come proposto da Pfizer: “Due dosi proteggono bene per almeno un anno, ma bisognerà valutare i dati”.

Partiamo dai dati odierni, 21 casi dopo i 6 di ieri. I numeri restano bassi e gli ospedali sono sempre vuoti...
“Sì, quella tra ieri e oggi potrebbe essere una normale fluttuazione. È chiaro che c’è un generale un allentamento da parte della popolazione e un po’ come in altri paesi europei è possibile che nelle prossime settimane si veda qualche aumento. Quello che è positivo è che si tratta di casi di pazienti non a rischio, con poche ospedalizzazioni e senza che vengano rilevati casi gravi. Ricordo comunque che il Covid è una malattia altamente fastidiosa e che può dare complicazioni, anche a lungo termine. La prudenza resta chiave”.

Poi c’è questo grande spettro della variante Delta, che inizia a preoccupare soprattutto al di fuori dei nostri confini.
“La variante Delta si sta dimostrando un problema negli altri paesi europei. Noi sappiamo dalle statistiche che anche in Svizzera la percentuale di questa variante tende ad aumentare: potrebbe succedere quanto successo questo inverno con la variante inglese, che è diventata preponderante, nelle prossime settimane. Questa variante è più ‘appiccicosa’ e più aggressiva però abbiamo una buona copertura vaccinale della popolazione, anche se non ottimale, però siamo sicuramente messi meglio rispetto all’anno scorso”.

Lei come spiega questa reticenza di alcuni a farsi vaccinare?
“Le categorie più a rischio hanno subito recepito i vantaggi del vaccino e sono corse a farsi vaccinare. Ci sono persone che sulla carta hanno pochi rischi a fare il Covid e siamo anche un po’ sommersi da questo mix di informazioni vere e false sulla pericolosità dei vaccini. È chiaro che è conosciuto da poco più di un anno e c’è chi vorrebbe avere dati a lungo termine, che però non possiamo avere. Quindi queste persone mostrano una reticenza. Il Covid fortunatamente non è mortale per tutti ma ci sono forme che lasciano strascichi, che non portano a un’ospedalizzazioni ma a una diminuzione della qualità di vita, anche per diverso tempo. L’invito è quindi, come sempre, di vaccinarsi”.

Ora si vaccina fino ai 12 anni. In futuro ci si interrogherà anche su una vaccinazione per i bambini?
“Come per tutte le vaccinazioni ci sono studi in corso: dobbiamo aspettare che arrivino, come sono arrivati quelli per gli adolescenti poco tempo fa”.

È notizia di oggi che Pfizer inoltrerà una richiesta per il via libera a una terza dose di vaccino, in quanto sostengono che al momento la copertura sarebbe valida solo per sei mesi...
“I dati sono in corso di raccolta. Abbiamo visto che il vaccino dà una copertura più che buona probabilmente per 12 mesi. Dopo sei mesi, probabilmente la copertura tende a diminuire e quindi si può già fare un booster, ma io direi di attenersi a quelle che sono le raccomandazioni ufficiali della Confederazione. Ad oggi è rimasta la raccomandazione di ripetere il vaccino dopo 12 mesi. Nei prossimi mesi avremo sicuramente nuovi dati in arrivo, se queste raccomandazioni saranno da cambiare la popolazione verrà informata”.

In conclusione, grazie a questo vaccino il coronavirus presto potrà essere declassato, con tutte le precauzioni del caso, a una sorta di influenza stagionale?
“È molto difficile fare delle previsioni esatte. Sicuramente il vaccino ha cambiato la situazione, riducendo in maniera massiccia i casi gravi. Il banco di prova sarà il prossimo autunno, perché da un lato il virus circolerà di più e sarà probabilmente più presente la variante Delta, con possibili ulteriori varianti. Però abbiamo dalla nostra parte due cose: buona parte della popolazione che ha fatto la malattia e molti di più che si sono vaccinati. Tutto considerato, sicuramente il Covid il prossimo inverno sarà meno pericoloso rispetto all’ultimo però da questo a dire che sarà una banale influenza... questo sicuramente non possiamo dirlo, dovremo fare sicuramente molta attenzione anche questa stagione fredda”.

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