
I casi di Covid-19 registrati nelle ultime settimane sono in netto aumento in Svizzera. È quanto rivela l’ultima proiezione dell’Ufficio federale di statistica. La situazione è però sotto controllo, assicura Marco Toderi, responsabile ambulatorio visite urgenti della Clinica Sant'Anna. Tuttavia, mette in guardia, i posti letto potrebbero scarseggiare con l'arrivo dell'influenza. “Attualmente abbiamo circa 500 ricoveri a settimana in tutta la Svizzera”, spiega Toderi a Ticinonews. Un dato che attualmente non preoccupa visto che “forse solo il 5-10% finisce in terapia intensiva”, mentre i tassi di mortalità sono “estremamente bassi”. Le ospedalizzazioni, aggiunge, riguardano soprattutto “pazienti fragili, dove il Covid è solo una concausa di questa evoluzione”.
Raggiunto il picco?
Non si sa tuttavia se si ha già raggiunto il picco dei contagi e visto che l’influenza non è ancora arrivata la situazione potrebbe cambiare in futuro. “Se non abbiamo ancora raggiunto il massimo dei ricoveri per Covid e se stiamo aspettando l'ondata di influenza, potremmo trovarci in una situazione in cui le due malattie portino a un numero di ricoveri tali da sovraccaricare il sistema sanitario”.
Un virus diverso
Rispetto agli anni precedenti, la situazione sul fronte sanitario è comunque cambiata, rimarca ancora il medico. “Stiamo avendo un Covid diverso. Il virus è cambiato, come pure noi siamo cambiati. Anche le terapie sono diverse e sono molto più efficaci rispetto a quelle contro l'influenza”. Le cifre attualmente disponibili sono comunque solo delle stime, precisa Toderi. "La maggior parte dei pazienti che presentano dei sintomi non si fanno testare. Le stime più attendibili sono quelle sulle acque reflue, che dimostrano che il virus circola molto di più di quello che possiamo immaginarci dal numero di ricoveri. Siamo comunque anni luce a distanza dalla situazione drammatica di 2-3 anni fa. È una malattia con cui dobbiamo convivere e per la quale bisogna applicare il buon senso. Se abbiamo dei sintomi, cerchiamo di evitare il contatto con altre persone”.
La vaccinazione
In questa situazione, i vaccini possono aiutare a contenere le malattie? “Per quanto riguarda l'influenza si può pensare alla vaccinazione fino all'arrivo del picco. Si è quindi ancora in tempo per farlo. Il tasso di adesione è relativamente basso e non è comunque giustificato imporlo a tutti. Per il Covid la situazione è più delicata: sappiamo quanta reticenza c'è stata per il vaccino. Attualmente è indicato per le categorie a rischio, ovvero per i pazienti fragili e più anziani, che rischiano di essere ricoverati".

