Cerca e trova immobili
Ticino
Costretto a frequentare centro per alcolisti, ma è astemio
Costretto a frequentare centro per alcolisti, ma è astemio
Costretto a frequentare centro per alcolisti, ma è astemio
Redazione
7 anni fa
Il medico del traffico fa ancora discutere. Il caso di un giovane ticinese

Festa di Natale aziendale. Un giovane ticinese festeggia con i colleghi e poi decide di tornare diretto a casa. Purtroppo per lui, in quei pochi chilometri che lo separavano dal ristorante a casa, ha deciso di mettersi alla guida nonostante avesse bevuto più del consentito dalla legge: un errore che, a distanza di anni, sta pagando ancora oggi.

Il giovane è stato infatti fermato dalla polizia che non ha potuto fare altro che constatare i valori dell'alcol nel sangue oltre i limiti. A quel punto è dovuto andare dal medico del traffico, l'ormai nota dottoressa De Cesare. La quale dopo la perizia ha valutato il giovane idoneo alla guida.

Pena scontata, perizia superata: tutto bene? Manco per idea. Il giovane è stato sottoposto ad un'altra perizia, ben più invasiva, dalla SUPSI. "A questo punto mi chiedo a cosa serva il medico del traffico se nonostante la perizia, che non mi è stata mica fatta gratis, dove risultavo idoneo poi me ne viene chiesta un'altra, peraltro con un prezzo decisamente maggiore: 1'292.40 franchi. Quando la tariffa normalmente applicata dallo stesso dottore è di 650 franchi...".

Ma non è tutto. A seguito di questa seconda perizia il protagonista della vicenda è obbligato a frequentare un centro specialistico per alcolizzati. Peccato solo che da analisi approfondite lo stesso risulti praticamente astemio, con una concentrazione di etilglucuronide che è risultata inferiore al limite di rilevazione dello strumento.

"Io non bevo praticamente mai. - commenta il giovane - E non lo dico così per dire, ci sono delle analisi che lo dimostrano. Ho sbagliato una volta e ne ho pagato giustamente il prezzo. Ma farmi passare per un alcolizzato per quest'unico errore, di fronte anche all'evidenza dei fatti, è davvero troppo. Questa non è più giustizia, è accanimento. Con il mio avvocato sto procedendo legalmente per evitare questo sopruso, ma spero davvero che le autorità, il direttore del Dipartimento Istituzioni in primis, si muovano per una legge corretta, che fa pagare i colpevoli ma non più di quanto dovuto".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata