
Costi per l'assistenza: un grido d'allarme condiviso. A due giorni dalla denuncia del sindaco di Chiasso Moreno Colombo sulle spese che il comune deve sopportare per far fronte ai domiciliati in assistenza, è arrivato il sostegno di Lugano. La proposta di Colombo, riesaminare a scadenze regolari tutti i casi, a Lugano è già prassi. Ma forse serve di più. La città di Marco Borradori nel 2014 ha speso qualcosa come sei milioni di franchi. Del resto Lugano, da sola, conta il 26% dei casi di tutto il Ticino. E con il riversamento degli oneri tra Cantone e Comuni gli enti locali devono partecipare alle spese con il 25%. Ma su questo nessuno ha da ridire.
Nemmeno Bellinzona, altra città dove, negli ultimi anni, si è registrato un aumento importante dei costi per l'assistenza. Nel 2014 la città all'ombra dei castelli ha speso circa 2 milioni di franchi. La proposta d'intensificare i controlli, però, non convince il sindaco. Secondo Mario Branda, infatti, non sono gli abusi a far lievitare i costi, bensì le decisioni prese a livello cantonale e federale sulle altre assicurazioni sociali, come le restrizioni per il diritto all'invalidità.
Gli fa eco il sindaco di Mendrisio Carlo Croci, secondo cui i controlli attuali bastano e avanzano. Del resto il fenomeno tocca solo marginalmente il suo comune. Benché un lieve aumento, specifica Croci, nel corso degli ultimi anni ci sia stato, nel 2014 il Magnifico Borgo ha speso solo, si fa per dire, 650'000 franchi.
L'idea di aumentare i controlli non piace nemmeno al sindaco di Biasca Jean François Dominé che, pur riconoscendo il problema, teme un appesantimento inutile dell'apparato burocratico. Per l'assistenza, nel 2013, il comune della Riviera ha speso 412'000 franchi.
Ammonta invece a un milione e mezzo di franchi la spesa nel 2013 a carico di Locarno, altro comune dove le domande per l'assistenza sono in costante aumento. Del resto, e questo è un pensiero condiviso da tutti i sindaci, la maggior parte dei casi in assistenza si registra nei grandi centri, non nelle periferie. Per questo la città sulle rive del Verbano ribadisce quanto sostenuto già più di anno fa: "Il riparto dei costi tra Cantone e Comuni dovrebbe essere calcolato in base al numero di abitanti e non solo dei casi in assistenza".
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