
Continua la crescita inesorabile dei costi sanitari in Svizzera. Nel 2024 la spesa complessiva ha superato i 97 miliardi mentre quella pro capite si è attestata a 900 franchi al mese per abitante. Questi i dati snocciolati oggi dall'Ufficio federale di statistica che, per il 2025, stima 100 miliardi di costi complessivi: cinquanta volte tanto rispetto al 1960. Una crescita strutturale e non episodica che aumenta molto più velocemente dell’economia, finanziata in gran parte dai contribuenti attraverso i premi malattia e dipendente da più fattori: cambiamenti demografici, prezzi unitari su alcuni prodotti e servizi, l’importante capitale umano del settore; e lo stesso finanziamento del sistema, la Lamal, spiega il ricercatore al Centro Competenze cura, salute e società della Supsi Igor Francetic.
Lamal: «Un sistema senza freni»
Introdotta nel 1996 come sistema solidale, il catalogo delle prestazioni Lamal continua infatti ad ampliarsi. Non solo: «Non c'è freno: superata la franchigia, si ha subito accesso a cure gratis e immediate», argomenta Francetic. Un sistema insomma troppo performante, soprattutto se paragonato coi paesi vicini. «In altri paesi chi non ha bisogno di una cura strettamente necessaria, attende». In certi casi, ammette l'esperto, anche troppo. Occorrerebbe, insomma, una via di mezzo.
«Finanziamento non più sostenibile»
E a pesare, come si tematizza ogni settembre, è anche come questo sistema performante viene finanziato. Nel 2024 , oltre il 32% dei contributi è arrivato dai premi malattia, che continueranno a crescere. «Questa tendenza porterà giocoforza a trovare dei correttivi», avverte Francetic. «Non si può arrivare al punto che, strutturalmente, metà dello stipendio vada in premi malattia». Anche perché, purtroppo, «in alcuni casi è già così». In altre parole, il sistema è arrivato al capolinea. Tanto più che, al netto della responsabilità individuale, secondo Francetic più di così, il Cantone non può fare, o quasi: «Penso che il Ticino abbia messo in atto quello che poteva», conclude l'esperto.

