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Crisi energetica
Costi decuplicati sul libero mercato
© CdT/ Chiara Zocchetti
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Teleticino
4 anni fa
Chi ha scelto di acquistare energia in questo modo si trova in una difficile situazione. Il presidente della Camera di commercio: "I rischi per le aziende sono enormi".

L’aumento dei prezzi dell’energia preoccupa le aziende ticinesi che quest’anno si trovano a pagare bollette decisamente più care, anche 10 volte più salate rispetto al passato. “Chi ha avuto il coraggio di stipulare dei contratti a medio-lungo termine avrà una certa sicurezza sul costo, sebbene rispetto all'anno scorso sarà nettamente più elevato, si parlava di 3-4 volte in base al consumatore”, ha spiegato il presidente della Camera di commercio del Canton Ticino Andrea Gehri. “Chi ha scelto di andare ad acquistare sul mercato libero ora si trova confrontato con aumenti che possono essere 10x il prezzo.”

I rischi attuali del libero mercato

Dal 2009 i grandi consumatori di energia hanno la possibilità di rifornirsi sul mercato libero, accettando un maggior rischio imprenditoriale, ma al tempo stesso beneficiando, in momenti di buona, di prezzi più favorevoli rispetto al mercato vincolato. Un’opzione scelta da oltre il 65% di aziende ed enti pubblici il cui consumo supera i 100mila kilowattora l’anno, 20 volte quello di una famiglia di 4 persone. Ma ora chi deve discutere i nuovi contratti rischia il salasso. “I rischi per le aziende sono enormi, ci sono aziende che attraverso l'energia basano il loro prodotto e quindi la loro produzione se il costo energetico è un fattore determinante per il costo del prodotto, a livello di concorrenza internazionale siano veramente messi in cattivo stato”, ha continuato Gehri.

Le opzioni sul tavolo

Fra le opzioni ci sarebbe una deroga all’attuale quadro normativo che impedisce a chi ha scelto di rifornirsi sul mercato libero di tornare sul mercato vincolato. “Bisogna dire che queste aziende hanno fatto una scelta imprenditoriale assumendosi dei rischi”, ha detto il presidente Unione svizzera delle arti e mestieri Fabio Regazzi. “Per diversi anni hanno avuto condizioni buone adesso la situazione si è chiaramente capovolta. Una possibilità è quella di fare in modo che si conceda di nuovo la possibilità a queste aziende di ritornare presso le aziende di servizio pubblico, cosa al momento non possibile. Si tratta di una situazione Straordinaria che richiede misure particolari e soprattutto transitorie e in questo momento potrebbe anche essere giustificata ma difficile sapere se sarà praticabile.”

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