
Almeno un'altra persona risulta indagata nell'ambito dell'inchiesta aperta dal procuratore generale John Noseda sulle malversazioni compiute da un 40enne cittadino svizzero dipendente delle Aziende industriali di Lugano (AIL), nel frattempo licenziato.
Si tratta di un amico del 40enne e gli inquirenti non escludono che altre persone possano finire sotto inchiesta, anche se con ruoli relativamente minori.
Lo rivela oggi La Regione Ticino, spiegando pure le modalità con le quali l'uomo, reo confesso, è riuscito ad appropriarsi di una somma superiore ai 100'000 franchi.
Egli accreditava sui conti di suoi amici le eccedenze derivanti dalla differenza tra gli acconti versati dai clienti in anticipo e il loro reale consumo. Poi si faceva ridare i soldi.
L'uomo, che lavorava per le AIL da 21 anni, è andato avanti con questo sistema per circa un anno, fino a quando è stato scoperto.
Una scoperta che ha spinto le AIL a correre ai ripari: si sta ora infatti considerando di implementare un incremento del sistema di controllo interno.
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