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Ticino
"Così gestiamo il verde a Lugano"
"Così gestiamo il verde a Lugano"
"Così gestiamo il verde a Lugano"
Redazione
10 anni fa
Il caposezione Verde pubblico replica a Schoenenberger. "Stiamo elaborando un database di oltre 20'000 alberi"

I due alberi abbattutisi al suolo in poco meno di due settimane hanno portato sotto la luce dei riflettori mediatici la gestione del verde della città di Lugano: in un’intervista rilasciata ieri, il biologo Nicola Schoenenberger aveva ipotizzato alcune lacune da parte della città stessa nella gestione del verde pubblico. In particolare, il consigliere comunale dei Verdi denunciava "l’assenza di un regolamento del verde pubblico e privato" e "di una banca dati aggiornata del patrimonio arboreo cittadino". In sostanza vi sarebbe una limitata conoscenza da parte della città dei propri alberi, degli interventi da essi subiti, della loro età e di tutti gli eventi che avrebbero potuto minarne la solidità. Secondo Schoenenberger, colmando queste lacune sarebbe possibile prevenire moltissime “morti annunciate”.

Oggi abbiamo girato la questione a Christian Bettosini, caposezione Verde pubblico, che per prima cosa ci conferma come la città non stia vivendo un’ ”emergenza alberi”. Riguardo al caso specifico di Via Pico, Bettosini spiega che, trattandosi di un albero privato, la città non aveva a disposizione dati e valutazione sullo stato di salute della pianta. Pertanto era impossibile pianificare un intervento di messa in sicurezza. "La gestione di un albero privato esula dai compiti della città, che può agire in caso di segnalazioni oppure se la pianta presenta danni evidenti e visibili. Anche in questo caso, si può intervenire (ad es. intimandone la potatura, ndr) solo in caso di conclamato rischio per il bene pubblico."

Ma quindi c’è effettivamente una lacuna a livello di regolamento e di database? "Non direi. A livello di database posso confermare che è attualmente in allestimento un catasto, una banca dati di ultima generazione che prevede una “carta di identità” per ogni albero. Ovviamente ciò non può essere fatto dall’oggi al domani: Lugano ha un patrimonio arboreo di più di 20'000 piante. Questo nuovo supporto elettronico è stato testato in autunno e ha ricevuto via libera definitivo con la Risoluzione municipale del 17 dicembre 2015. Si baserà sull’utilizzo di tablet e smartphone e comprenderà nel database anche le attrezzature ludiche. Un apposito gruppo di lavoro sta elaborando un regolamento del verde pubblico e privato che sarà utile a sensibilizzare la popolazione".

Due incidenti in due settimane sono un campanello d'allarme?"Gli incidenti, invece, possono capitare, anche coinvolgendo alberi sani che non sopportano certi cambiamenti climatici: abbiamo un patrimonio arboreo molto vasto, il più grande del Ticino, pertanto è più probabile che capitino degli incidenti rispetto a realtà meno grandi. Non dimentichiamo che certe alberature sono ubicate in posizioni scomode, più soggette a danneggiamenti rispetto a un albero privato."

La città svolge dei controlli regolari dei suoi alberi?"Attualmente la città di Lugano svolge dei controlli, seguiti eventualmentre da interventi di potatura di manutenzione preventiva. Un albero, inoltre, viene seguito regolarmente sin da giovane con una potatura di formazione e di crescita. A livello di sorveglianza, il censimento che viene svolto consente di attribuire una classe di rischio delle piante che presentano dei difetti, in modo da valutare la priorità di eventuali interventi, che è determinata dalla tipologia della pianta e dell’intensità di fruizione dell’area in cui si trova."

I cantieri sono spesso sotto accusa, la città è cosciente dei rischi che rappresentano per gli alberi?"I cantieri sono indubbiamente un fattore di rischio per le piante, ma anche in questo caso il Comune sa ciò che succede: se a operare è il Comune è facile riconoscere il tipo di danno che viene arrecato, se a intervenire è il privato la cosa cambia., Non dimentichiamo che è difficile valutare e osservare eventuali danni sotterranei".

Si può quindi affermare che la città gestisca il proprio verde in modo professionale e adeguato? "Assolutamente sì. La Città prediligie una visione d'insieme del proprio patrimonio arboreo: è imperativo è che ogni pianta dia delle garanzie di stabilità e di sicurezza, oltre che paesaggistiche. Qualora tali garanzie venissero a cadere, si interviene. L’abbattimento è un extrema ratio, ma in caso di una pianta troppo malata e pericolosa si predilige la sostituzione con un nuovo esemplare. Sostituzione che spesso si rende necessaria per le piante più vecchie, per rinnovare il patrimonio arboreo”, conclude Bettosini. "Spesso ci accusano di tagli selvaggi, ma come nel caso degli ippocastani, servono a sostituire esemplari vecchi e non più sicuri con alberi nuovi".

nic

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