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Ticino
Così cambia il mondo delle luci rosse
Redazione
17 anni fa
Dai defibrillatori, ai metal detector, all’invasione dall’est. Michel Da Ros ci svela i cambiamenti nel mondo dei bordelli in Ticino

Dai defibrillatori, ai metal detector. Dall’invasione delle ragazze dell’est (soprattutto rumene) alla novità dello sbarco delle italiane. Michel Da Ros - gestore attivo da anni nel settore delle luci rosse in locali come l’Hollywood di Cadenazzo ed il Lago Maggiore di Riazzino - ci svela gli ultimi cambiamenti nel mondo della prostituzione in Ticino. Dopo i recenti malori c’è chi ha proposto i defibrillatori... “Finora, che io sappia, nessuno l’ha comprato. E questa proposta secondo me non è realizzabile (ma c'è chi non la pensa così, come si potrà leggere domani nella seconda parte della nostra inchiesta nel mondo delle luci rosse cantonale, ndr.). La sua attuazione è troppo complicata. Mi spiego: noi non siamo medici. Se una persona, invece di avere un attacco di cuore, ha un qualsiasi altro malessere, che potrebbe andare dall’epilessia all’attacco di panico, usando un defibrillatore, invece che aiutarlo, si aggraverebbe la situazione. Ripeto: non siamo medici e certe diagnosi non si possono improvvisare. La medicina è una scienza inesatta: già i medici sbagliano e sarebbe davvero impensabile credere che una persona che lavora in un locale notturno possa diventare un medico in 5 minuti. Piuttosto suggerirei di pensare ad un sistema di allarme, un po’ come già esiste nelle case anziani, che ci permetta di avvisare in modo rapido i soccorritori. E questo potrebbe valere anche per la richiesta di intervento della polizia”. E i metal detector? “Questa proposta, invece, è molto interessante. Sopratutto per i locali che sono molto frequentati. Infatti, di questi tempi, si può assistere ad una sorta di imbarbarimento della clientela notturna. L’aggressività, in questi anni, è aumentata. E sempre più spesso si vede gente che gira armata: di coltelli, ma anche di pistole. E non lo dico certo io, lo dice la cronaca di questi ultimi anni. A cose del genere noi, in Ticino, non siamo abituati. Dunque benvenga il metal detector”. Nel frattempo nei locali a luci rosse stanno arrivando prostitute dalla vicina Italia… “Le ragazze italiane in Ticino ci sono sempre state. Solo che adesso nella vicina penisola è diventata più dura: da una parte la crisi, dall’altra le nuove leggi italiane molto più restrittive. E dunque ora, per le ragazze italiane, venire in Svizzera a lavorare è più sicuro. E dunque stanno leggermente aumentando”. Stanno invece sparendo le brasiliane… “Si, le ragazze brasiliane sono sempre meno e al contempo c’è un assalto delle rumene. In passato le sud americane erano circa il 70%. Ormai siamo al 80% di ragazze dell’est contro il 20% delle sud americane. Con una netta maggioranza delle rumene. E questo perché il Cantone ci ha imposto di avere ragazze europee che possano avere il permesso immediato: dunque rumene, ceche, bulgare, lettoni, estoni, ungheresi e polacche. Ma ciò non è necessariamente positivo, visto che se le brasiliane non venivano portate dai magnaccia, spesso invece con le ragazze del est questo rischio c’è. Anche perché per i magnaccia il business è sicuro, visto che le ragazze hanno un permesso”. Insomma è invasione dall’est Europa… “Si. E, sono sempre di più, ma non solo nei bordelli, anche negli appartamenti. Che sono una sorta di sottobosco difficilmente controllabile”. E la richiesta di un visto per le non UE?"Ci vorrebbe. E' allo studio. Ma è una cosa che bisogna chiedere a Bellinzona".E intanto diversi locali, soprattutto nel Bellinzonese, chiudono..."Secondo me è una questione politica: a Chiasso e Lugano non cambia nulla. Anzi: a Lugano prima il Corona ha chiuso, poi ha riaperto. Sembrerebbe quasi che il Cantone voglia i locali in sole due zone ben distinte: Chiasso e Lugano". [email protected]

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