
È iniziato alle 9 di oggi il processo militare al locarnese Johan Cosar, il sergente dell’esercito svizzero che ha fondato il Syriac Military Council, un gruppo che aveva l’intento di difendere le popolazioni cristiane in Siria. Con lui davanti al Tribunale militare compare anche il cugino, i due sono accusati di indebolimento della forza difensiva del Paese, ripetuto servizio straniero e tentato ripetuto servizio straniero. Reati commessi tra il 2013 e il 2015. A difendere i due ticinesi sono gli avvocati Yasar Ravi e Stefano Pizzola. L’accusa è sostenuta dall’uditore Roberto Colombi. La corte militare si riunisce nell’aula del Tribunale penale federale di Bellinzona.
A sostenere i due ticinesi, al motto #JeSuisJohannOmidCosar, vi è l’Unione Siriaca Europea. Cosar ha deciso di fondare il Syriac Military Council solo dopo il rapimento del padre e dopo aver visto con i propri occhi la condizione dei siriaci in Siria, perseguitati dallo Stato islamico. Il rischio, si legge in un comunicato inviato ieri sera, era il definitivo sterminio dei siriaci cristiani. Popolazione già colpita nel 1915 durante il genocidio assiro a opera dei turchi. Per questo i siriaci europei chiedono la piena assoluzione: “Johann Cosar merita una medaglia non una condanna”, scrivono.
Il processo, che si tiene nell'aula del Tribunale penale federale ed è presieduto dal colonnello Mario Bazzi, dovrebbe durare due giorni. La sentenza è attesa per venerdì.
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