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Ticino
Cosa succede al parlamento dei giovani?
Cosa succede al parlamento dei giovani?
Cosa succede al parlamento dei giovani?
Redazione
10 anni fa
Intervista a Fabio Käppeli e Umberto Gatti, capigruppo della delegazione ticinese a Berna: "Esperienza unica"

Lo scorso weekend a Berna si è tenuta la Sessione federale dei giovani, un'opportunità unica per ragazzi tra i 14 e i 21 anni di confrontarsi in una piattaforma politica nazionale. Ogni anno, 200 giovani hanno la possibilità di vivere realmente i meccanismi della politica svizzera. Durante i quattro giorni nella capitale elvetica, essi hanno la possibilità di informarsi sulle procedure politiche e sulle possibilità date loro di influenzare le scelte politiche stesse. I partecipanti si dividono in vari gruppi che approfondiscono svariate tematiche, sulle quali i gruppi di lavoro redigono delle rivendicazioni che, se approvate da tutto il parlamento giovanile, vengono trasmesse alla vera Assemblea federale.

Il primo passo di una carriera politica

Ogni anno una delegazione di giovani parte anche dal Ticino, guidata da alcuni capigruppo, con qualche anno in più sulle spalle e generalmente ex partecipanti stessi della Sessione. In questo 2016, come già da qualche anno ormai, a dirigere i lavori dei due gruppi di discussione ticinesi vi erano Umberto Gatti e Fabio Käppeli. Il primo, copresidente di Generazione Giovani, si è recato a Berna in due occasioni quale partecipante ed è arrivato quest'anno alla quinta edizione da capogruppo, mentre per il granconsigliere PLR sono state tre sessioni da partecipante e già quattro da capogruppo. A spalleggiarli nel loro lavoro in questa sessione 2016, Stefano Rappi e Giorgio Tresoldi. Ma in cosa consiste questo ruolo?

“Siamo tenuti ad accompagnare i ragazzi nei processi di discussione, insegnando ad accettare le idee altrui per arrivare a un compromesso - spiega Gatti - Il gruppo deve realizzare una proposta che sia okay per tutti malgrado le posizioni dei singoli sul tema siano diverse. Noi dobbiamo cercare di restare il più neutri possibili." Un lavoro di gestione non facile, ma indubbiamente una palestra politica per i giovani motivati che arrivano. Negli anni, dalla Sessione federale sono transitati diversi politici che poi hanno fatto strada anche nel mondo dei "grandi". Käppeli stesso è arrivato fino in Gran Consiglio, come pure Lara Filippini (che Gatti ebbe come capogruppo), mentre numerosi sono i Consiglieri comunali passati sotto la cupola di Palazzo federale: Andrea Censi (Lugano), Nicola Borga (Bellinzona), Alessio Allio (Mendrisio), Curzio Guscetti (Quinto) e Camilla Naiaretti (Ascona), presente come partecipante proprio quest'anno.

L'impegno di tutti è ovviamente a carattere volontario. Cosa spinge allora a mettersi a disposizione come capigruppo dopo ormai diversi anni? "Lo faccio perché penso che la sessione sia un laboratorio e una palestra politica interessante - spiega Umberto Gatti - Molti di noi hanno imparato a discutere e a parlare in pubblico grazie alla Sessione. Il potere aiutare gli altri a far succedere quello che è successo a me, trovo sia molto importante e stimolante."

I risultati che scaturiscono dalla Sessione

A Berna i giovani discutono e dibattono alacremente, ma cosa ne è di quanto decidono? Le petizioni sottoscritte durante la Sessione come vengono poi considerate dai politici dell’Assemblea federale? "Difficile che scaturiscano in qualcosa di concreto - confessa Käppeli - ma a volte sono stati punti di partenza per discussioni alle camere. Ma in fondo, lo vedo anche io da granconsigliere in Ticino, è difficile anche per i politici "seri" fare valere le proprie rivendicazioni: quando si propone qualcosa, la risposta dell'esecutivo è spesso “si fa già” o “non si può fare”. Non è questione di scarsa considerazione, ma di un filtro quasi naturale." D'altronde, gli fa eco Gatti, occorre apprezzare il fatto che "buona parte delle proposte arrivano in Consiglio nazionale, quindi vengono considerate dai parlamentari. Non dobbiamo stare a guardare qual è il risultato, farle arrivare a loro è già un grande traguardo, perché sono un contributo alla discussione e offrono un punto di vista dei giovani. Se pensiamo al congedo paternità o anche al voto elettronico, diverse petizioni approvate negli anni alla Sessione dei giovani hanno contribuito alle discussioni parlamentari anche se sui media non ve n'è traccia."

In tema di influenze, Käppeli sottolinea come ciò sia avvenuto anche in Ticino (dove peraltro esiste un organo simile, il Consiglio cantonale dei giovani ndr): "Quando ero un partecipante, proponemmo dei corsi di storia delle religioni e basti pensare che ora in commissione scolastica è un tema di discussione che è già pure stato sperimentato nelle nostre scuole."

Come votano i giovani?Assistendo ai dibattiti e alle votazioni dell'ultimo giorno, si è avuta l'impressione di un "parlamento giovanile" un po' sbilanciato su posizioni più vicine alla sinistra, ma secondo i due capigruppo si è trattato prevalentemente di un fattore casuale, che ha però anche qualche spiegazione: “Bisogna premettere che in quell’età si è molto polarizzati - sostiene l'esponente di Generazione Giovani - Quest’anno c’erano forse più partecipanti vicini alla sinistra, ma la selezione è sempre casuale: altri anni si è vista a volte la destra in maniera più forte, con i giovani UDC autori di estremi gesti di dissenso. Occorre poi sottolineare che i giovani hanno una sensibilità diversa e a volte magari votano di pancia o di cuore. Quindi non etichetterei con gli schieramenti che si conoscono abitualmente." Della stessa idea di Gatti, il suo collega PLR: "Vero, forse c'è stata un po' una tendenza a sinistra quest'anno, meno controbilanciata dalla destra. Negli scorsi anni abbiamo avuto a volte un'opposizione netta, con anche alcuni scontri."

La spaccatura a cui si assiste nei momenti del voto resta però meramente politica, dato che alla Sessione dei giovani il clima rimane disteso anche grazie alle numerose opportunità d'incontro offerte ai giovani.

Quale rapporto col Ticino ?

In Ticino, la Sessione dei giovani non sembra godere di grande visibilità: “Purtroppo chi non vive la politica federale fatica a capire - sostiene Gatti - chi invece ha partecipato alla sessione come partecipante o ospite capisce meglio anche l’efficacia di questo organo.” In questa Sessione nessun deputato ticinese a Berna è passato a discutere con il gruppo ticinese, ma tra i partecipanti nessun malumore: "C’è comprensione per i parlamentari che hanno tanti impegni e in ogni caso avere dialogato con dei deputati di altri cantoni (Carlo Sommaruga e Angelo Barrile ndr) ha portato un valore aggiunto - spiega il granconsigliere liberale - Di ticinesi ne abbiamo avuti tanti negli anni passati e l'anno scorso ci ha fatto visita, insieme a Giovanni Merlini, anche Paolo Beltraminelli, per discutere non solo del tema, ma anche della vita da politico." A destare qualche perplessità in più di fronte a tutti i giovani svizzeri è stata l'assenza di un membro del Consiglio federale per questa che era la 25esima edizione della manifestazione. Assenza compensata però dall'intervento di Michael Möller, direttore generale dell'ONU.

Quest'anno i giovani che hanno intrapreso la trasferta nella capitale elvetica per rappresentare il Ticino non erano così numerosi come negli scorsi anni. Chi è interessato a partecipare per il 2017 può allora andare sul sito www.jugendsession.ch/it/ dove potrà presto già iscriversi alla prossima Sessione: "È importante partecipare - sostiene Gatti - Spero riusciremo a fare un lavoro anche nei licei per convincere a iscriversi e a partecipare. Si tratta di un'esperienza unica che permette di accrescere la propria esperienza in pubblico."

OC

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