
Il 20 novembre si è svolto a Locarno l’annuale incontro tra il Dipartimento del territorio e la Direzione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).
Oggi il Dipartimento del Territorio illustra i punti essenziali dell'incontro tramite un comunicato stampa.
L’occasione ha permesso di discutere diversi temi prioritari e d’attualità per la politica ambientale della Confederazione e del Cantone Ticino. Presenti alla riunione: il Consigliere di Stato Claudio Zali affiancato dal Direttore della Divisione dell’ambiente Moreno Celio e dai suoi collaboratori, il direttore dell’UFAM Bruno Oberle e la vicedirettrice Karine Siegwart.
In particolare durante l’incontro, tenuto conto dei recenti tragici avvenimenti proprio nel nostro Cantone, ci si è concentrati sui temi riguardanti la gestione delle acque e del suolo, i pericoli naturali e i cambiamenti climatici.
Il clima sta cambiando; di conseguenza l’innalzamento della temperatura e la variazione delle precipitazioni pongono nuove sfide alla prevenzione dei pericoli naturali e alla gestione delle acque. Non solo, questi fenomeni condizionano sempre più vari settori economici, come gli insediamenti, l’agricoltura, la produzione energetica, l’economia forestale e il turismo. Diventa perciò sempre più importante, affiancare, alle misure per ridurre le emissioni di gas serra iniziative in grado di affrontare e permettere di adattarsi agli effetti di questi cambiamenti.
In questo ambito la Confederazione segue attentamente il fenomeno: il piano di azione adottato dal Consiglio federale lo scorso aprile è un tassello essenziale per garantire che la Svizzera sia pronta a sostenere le conseguenze del riscaldamento climatico.
Sul piano cantonale va invece ricordato lo studio - realizzato nel 2012 dalla Sezione per la protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo in collaborazione con l’Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera - in cui sono evidenziati i possibili scenari evolutivi, volti a permettere la definizione dei necessari provvedimenti per prevenire, attenuare o valorizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sul nostro territorio.
Anche in funzione degli sviluppi più recenti, nell’ottobre di quest’anno è stato inoltre avviato uno studio congiunto UFAM-Cantone Ticino per valutare i rischi in funzione dei cambiamenti climatici.
Durante l’incontro sono stati trattati altri temi, tra i quali la regolazione dei livelli del Lago Maggiore, per la quale il Cantone ha chiesto informazioni supplementari e la garanzia di essere coinvolto nelle trattative tra la Confederazione e le autorità italiane.
Sempre in ambito lacuale, si è discusso della riqualifica dell’ecosistema lacustre del golfo di Agno, con l’obiettivo di valorizzarne le caratteristiche ecologiche ed ambientali. Questo progetto propone principalmente di realizzare una o più isole (emerse o immerse) avvalendosi di materiale di scavo. Ciò al fine di creare aree più attrattive e interessanti sia per la fauna ittica (con lo sviluppo della vegetazione acquatica) sia per la popolazione (attività ricreative).
Altra questione toccata, quella del risanamento fonico rispetto alle emissioni di rumore dovute al traffico stradale. A questo proposito, il Cantone ha ribadito all’UFAM l’importanza di mantenere l’erogazione di contributi federali anche dopo il 31 marzo 2018, affinché sia garantita la parità di trattamento per tutta la popolazione e possano essere conclusi i lavori nel frattempo avviati.
In ambito di modifiche legislative, l’UFAM ha invece ricordato il finanziamento dell’eliminazione dei microinquinanti (sostanze in tracce provenienti da prodotti diversi per la pulizia, per la cura del corpo o per l’industria, fitosanitari, biocidi, medicinali, eccetera) presenti nelle acque di scarico. Dopodiché si è affrontato il tema della modifica della Legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb), che di fatto crea le condizioni quadro per un consumo in Svizzera più rispettoso dell’ambiente, rafforzando al contempo l’economia a ciclo chiuso e la messa a disposizione d’informazioni sull’uso ottimale delle risorse.
La Direzione del DT ha pure colto l’occasione di questa riunione per porre l’accento sulla strategia messa in atto negli scorsi mesi con l’obiettivo di migliorare le condizioni di mobilità nel nostro Cantone. Ciò attraverso diversi strumenti tra cui il finanziamento di forme di mobilità più sostenibili (cash-bonus e sostegno alla mobilità aziendale), che sarà discusso a breve in Parlamento, e l’introduzione di una tassa di collegamento, attualmente all’esame del Gran Consiglio nell’ambito del Preventivo 2015.
Il Direttore dell’UFAM ha preso atto con interesse di queste iniziative, condividendone contenuto e finalità.
Dopo aver confermato il reciproco impegno nel campo della politica forestale, della biodiversità e dei parchi, il Direttore dell’UFAM Bruno Oberle ha infine garantito al Cantone che la Confederazione manterrà il proprio impegno finanziario (grazie anche agli accordi programmatici che saranno stipulati per il quadriennio 2016-2019) che ammonta a circa 50 milioni di franchi.
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