
Cosa rischia l'inserzionista che ha messo in vendita due schede elettorali su tutti.ch?
È ovviamente difficile dare una risposta secca e immediata, dato che si tratta delle prime elezioni cantonali per le quali è consentito il voto per corrispondenza e del primo caso emerso in Ticino di vendita di schede via internet.
Una primizia, quindi.
Alcune risposte le si possono trovare nel codice penale, il cui articolo 281 (corruzione elettorale) recita così: "Chiunque offre, promette, dà o procura ad un elettore un dono od altro profitto perché voti in un senso determinato o perché aderisca o non aderisca ad una domanda di referendum o d'iniziativa; chiunque offre, promette, dà o procura ad un elettore un dono od altro profitto perché si astenga da una elezione o votazione; l'elettore che si fa dare o promettere un tale profitto; è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria."
Segue l'articolo 282 (frode elettorale): "Chiunque contraffà, altera, fa sparire o distrugge un catalogo elettorale; chiunque, senza diritto, partecipa ad una elezione o ad una votazione ovvero firma una domanda di referendum o d'iniziativa; chiunque altera il risultato di una elezione, di una votazione, di una raccolta di firme per l'esercizio del referendum o dell'iniziativa, in modo particolare aggiungendo, cambiando, omettendo o cancellando schede elettorali o firme mediante inesatta numerazione od inveritiera registrazione del risultato nel processo verbale; è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.
"Se il colpevole ha agito in qualità ufficiale, la pena è una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria non inferiore a 30 aliquote giornaliere" precisa il codice penale. "Con la pena detentiva può essere cumulata una pena pecuniaria."
Esiste pure un articolo 282 bis (incetta di voti): "Chiunque raccoglie, riempie o modifica sistematicamente schede per un'elezione o votazione ovvero distribuisce schede siffatte è punito con la multa."
La Cancelleria dello Stato sta attualmente valutando il caso. Il direttore della Divisione della giustizia, Giorgio Battaglioni, ci ha spiegato che ancora oggi verrà diramato un comunicato stampa in merito. Ne sapremo quindi presto di più.
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