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Ticino
Cosa ne pensano i politici ticinesi del sistema sanitario?
Cosa ne pensano i politici ticinesi del sistema sanitario?
Cosa ne pensano i politici ticinesi del sistema sanitario?
Redazione
7 anni fa
Quasi l’80% degli interpellati dalle tre Associazioni mantello degli Ordini dei Medici cantonali è favorevole a un blocco dei premi

Le tre Associazioni mantello degli Ordini dei Medici cantonali della Svizzera italiana, romanda e tedesca OMCT, SMSR e VEDAG, hanno condotto un sondaggio online rivolto a tutti i candidati alle elezioni federali 2019, offrendo loro l’occasione di pronunciarsi sulla qualità e i costi della sanità svizzera. L’invito è stato diramato alle Segreterie nazionali e cantonali dei partiti, che l’hanno distribuito all’interno delle loro organizzazioni.

Il Ticino si è distinto per partecipazione: tra i 331 candidati che hanno risposto a livello nazionale, i nostri rappresentano il 17.3%. Se invece si considera solo il Ticino, dei 150 candidati ticinesi alle federali, ben 57 di loro, hanno accettato di rispondere. Il che equivale a un tasso di risposta significativo del 38%.

Per la prossima legislatura, a livello nazionale, sono state evidenziate le seguenti tendenze:

  • La stragrande maggioranza dei partecipanti (94%) desiderano migliorare o almeno mantenere l’attuale qualità del sistema sanitario svizzero. La maggioranza dei candidati, tanto a destra quanto a sinistra auspicano miglioramenti mirati all’accessibilità all’offerta medica.
  • Solo una minoranza di candidati, destra compresa, si è pronunciata per ridurre significativamente i costi sanitari o congelarli al livello attuale. L’unico scenario capace di mettere d’accordo la maggioranza nei prossimi anni sembra essere un aumento moderato dei costi, inferiore alla crescita del PIL.
  • A destra come a sinistra, una netta maggioranza dei candidati pensano che sia inaccettabile a lungo termine che i premi continuino ad aumentare in maniera superiore ai costi della salute, provocando come corollario la crescita delle riserve a disposizione delle casse malati a detrimento delle economie familiari. La maggior parte dei candidati caldeggia una diminuzione dei premi a titolo di compensazione di quanto versato in eccedenza negli anni precedenti, oltre a una partecipazione dei cantoni alle prestazioni, come conseguenza del trasferimento delle stesse sul piano "ambulatoriale".
  • Per frenare l'aumento dei costi, la maggioranza dei futuri parlamentari giudica utili le seguenti misure: maggiore sostegno alla prevenzione e all'informazione; incoraggiamento alla smarter medicine “non sempre fare di più, significa fare meglio”; riduzione degli oneri amministrativi per i medici (ospedali e studi medici); ottimizzazione dei costi attraverso la riduzione delle prerogative cantonali.

Oltre il 21% degli intervistati ritiene l’attuale qualità dell’offerta medico-sanitaria buona e del tutto adeguata, mentre il 65% degli intervistati, ritiene la qualità buona ma passibile di miglioramento, dato che ne abbiamo i mezzi.Come hanno votato i 57 candidati ticinesi

Per quanto riguarda l’obiettivo da raggiungere in campo sanitario, è possibile notare che sui 57 candidati, solo 17 ritengono che esso sia una sensibile riduzione della spesa sanitaria, mentre 13 vorrebbero congelare i costi al livello attuale e circa 1 candidato su 5 opti piuttosto per privilegiare la qualità e l’universalità di accesso alle cure, costi quello che costi.

In merito alla sproporzione tra crescita dei premi e crescita dei costi, nel nostro cantone si registra quasi un plebiscito: su 57 intervistati 50 hanno risposto che essa non è ulteriormente tollerabile, mentre dei rimanenti, 6 hanno preferito non pronunciarsi e solo 1 è favorevole a questa tendenza.Allo stesso modo, quasi l’80% degli interpellati è favorevole a un blocco dei premi (al momento della chiusura del sondaggio, i premi per l’anno prossimo non erano ancora stati annunciati) come compensazione dei premi versati in eccesso negli ultimi anni.Anche in Ticino, le misure preferite dai politici per contenere la spesa sanitaria sono l’informazione e la prevenzione, la smarter medicine che previene la sovra-medicalizzazione e un contingentamento dei medici ammessi a esercitare.

Poco popolari invece riduzione del catalogo delle cure rimborsabili dalla LAMal, aumento delle franchigie e maggiore partecipazione diretta ai costi, finanziamento unitario, budget globale e diminuzione della remunerazione dei prestatori di servizi.

Su tematiche più tecniche, come il finanziamento unitario delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie o una riforma della LAMal, che tiene conto di fattori più complessi quali pensioni e interruzioni del lavoro, il numero degli indecisi si avvicina o supera il 20%.

In allegato i dati del sondaggio

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