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Ticino
Cosa farà Mariolini a Berna?
Redazione
13 anni fa
Delegato al plurilinguismo: una carica altosonante ma i cui contenuti sono sconosciuti ai più. Ce li spiega Nicoletta Mariolini

Di politica non vuole parlare. La municipale uscente di Lugano, Nicoletta Mariolini, è in partenza verso una nuova sfida professionale e vuole concentrarsi unicamente su quella.E come non capirla, visto che il ruolo di delegato al plurilinguismo che andrà a occupare da agosto è di fondamentale importanza, per il Ticino ma anche per la Svizzera intesa come Paese coeso al suo interno. Quindi da oggi non aspettiamoci più discorsi politici da lei, né su quanto accade a Lugano, né sulle vicende federali, che siano di oggi o in prospettiva futura."Sono chiamata a promuovere all'interno dell'amministrazione federale l'italiano e il francese. E anche il romancio" spiega Nicoletta Mariolini. "L'obiettivo ideale sarebbe di avere un 7% di italofoni ma questo obiettivo è ancora lungi dall'essere raggiunto. Si parla italiano nei servizi di traduzione, ma negli altri settori la lingua di Dante è praticamente assente."Per favorire il raggiungimento di questo obiettivo esistono degli strumenti tecnici, come quello di privilegiare le candidature latine, ma è fondamentale creare pure "una rete di riferimento che condivida l'obiettivo e lavori per avvicinare l'amministrazione alle minoranze linguistiche."Perché, come conferma Mariolini, se l'obiettivo del 7% non è ancora stato raggiunto è anche perché non c'è esattamente la fila di ticinesi che concorrono per lavorare negli uffici federali. "La legge prevede che le funzioni dirigenziali debbano padroneggiare due lingue nazionali e conoscere almeno in modo passivo una terza" spiega ancora Mariolini. "Questo, unito alla distanza geografica dal Ticino, è un motivo per cui i ticinesi si trovano spesso svantaggiati nel mondo dell'amministrazione federale."È quindi importante incentivare lo studio del tedesco da parte dei ticinesi, ma il compito di Mariolini sarà piuttosto quello di far capire anche ai nostri connazionali d'oltralpe il ruolo dell'italiano nella coesione nazionale. "Anche i membri del Parlamento potranno dare una mano in tal senso."Una perplessità sulla nuova carica di Mariolini potrebbe nascere dal fatto che il suo predecessore, Vasco Dumartheray, ha lasciato la carica nel novembre scorso. Da allora il ruolo è rimasto scoperto. Segno che per il Consiglio federale del delegato al plurilinguismo si può anche fare a meno? "No, affatto" risponde Mariolini. "In questo periodo i compiti importanti sono stati portati avanti da un team del dipartimento dell'economia." E la neodelegata luganese promette di proseguire il lavoro aggiungendovi il suo sguardo, che provenendo dall'esterno può portare molti imput positivi. Il Ticino se lo auspica.AS

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