
"Cosa combina Franco Lurà?" chiedeva alcune settimane fa al Consiglio di Stato il deputato PLR Matteo Quadranti, tramite un'interrogazione volta a far luce su presunti problemi nella gestione del Centro di dialettologia e etnografia (CDE), di cui Lurà è direttore.
Quadranti sosteneva che Lurà avesse dato dai mandati per opere di architettura e grafica senza indire un concorso pubblico e chiedeva al Governo quali provvedimenti intendesse adottare (vedi articolo suggerito).
Ma il Consiglio di Stato, nella sua risposta resa nota oggi, smentisce le accuse di Quadranti. "Contrariamente a quanto asserito nell'atto parlamentare, nessuno di questi due mandati è stato imposto dal direttore del CDE Franco Lurà, il quale si è limitato, nell'esercizio delle sue funzioni, ad esprimere un parere nella fase di discussione a proposito della scelta grafica e a sottolineare la competenza dell'associazione per quanto concerne la decisione" scrive il Governo.
Il deputato PLR accusava inoltre Lurà di aver imposto "gravi misure di ritorsione" a seguito della decisione del comitato dell'associazione del Museo di Leventina di rescindere il rapporto di lavoro con il grafico-allestitore.
Ma anche in questo caso il Consiglio di Stato smentisce. "Nemmeno risulta corretto l'assunto secondo cui la decisione di rescindere il rapporto di lavoro con il grafico-allestitore, presa in questi mesi dal comitato dell'associazione, a riprova dell'esclusiva competenza decisoria di tale associazione, abbia provocato misure ritorsive da parte del direttore del CDE" scrive il Governo. "L'affermazione così come proposta non corrisponde quindi al vero."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

