
Cosa cambierebbe a Lugano qualora il popolo ticinese dovesse approvare la tassa sul sacco cantonale?
Quel che è certo è che l'attuale costo di smaltimento dei rifiuti verrebbe coperto da una nuova tassa e non più dal prelievo fiscale ordinario. La Città, si ritroverebbe quindi con 7,8 milioni di franchi in più da gestire.
Risorse che, come spiega il capo dicastero sicurezza e servizi urbani Michele Bertini a La Regione, potrebbero essere gestite con approcci diversi.
Contabilmente, ovviamente, ci si potrebbe immaginare una riduzione di qualche punto di moltiplicatore (attualmente all'80%). Bertini sottolinea però che bisogna considerare il piano finanziario cittadino, che prospettava un amento del moltiplicatore dopo il 2018, e dunque andrebbe evitata una continua modifica del moltiplicatore d’imposta.
"Qualora si optasse per una stabilità del prelievo fiscale, che permetterebbe comunque di evitare l’aumento previsto da piano finanziario (e questo è un elemento positivo!), mi sentirei comunque di proporre un deciso sforzo nell’ampliare il servizio a beneficio dei cittadini" spiega Bertini, da noi contattato. "Alcune proposte a titolo d’esempio possono essere la reintroduzione del giro degli ingombranti o della raccolta della carta a domicilio a favore degli anziani, una sempre più capillare reti di ecopunti per il deposito separato dei rifiuti. Tutte misure che avrebbe anche il beneficio di creare qualche occasione di impiego per residenti attualmente senza lavoro."
"Inoltre dovremmo studiare, sul modello di altri Comuni ticinesi, e come previsto dalla legge un sistema di distribuzione gratuita di un certo numero di sacchi a favore dei meno abbienti o delle famiglie con bambini" aggiunge il municipale di Lugano.
Bertini, parla a titolo personale visto che prima di affrontare il tema il Municipio deve ovviamente attendere l'esito delle urne. Il discorso è comunque rimandato, se i cittadini ticinesi lo vorranno, a dopo domenica.
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