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Ticino
Cosa avrebbe potuto fare Credit Suisse?
Redazione
12 anni fa
Secondo l'avvocato Bernasconi la piazza finanziaria svizzera ha sottovalutato la determinazione delle autorità americane. "Ma negoziare sarebbe stato impossibile"

2,6 miliardi di dollari di multa per aver aiutato l'evasione fiscale. La maximulta patteggiata negli Stati Uniti dal colosso bancario elvetico Credit Suisse non smetterà tanto presto di far parlare. È la prima volta da 20 anni che una banca si dichiara colpevole di un reato negli USA, e molti altri istituti potrebbero presto seguire il suo esempio.

Ma cosa avrebbero potuto fare le banche svizzere e il Consiglio federale per evitare queste ingenti sanzioni?

Nulla, secondo l'avvocato Paolo Bernasconi, esperto di diritto economico e profondo conoscitore del dossier "USA-banche svizzere".

Intervistato da La Regione, l'avvocato Bernasconi sostiene che la piazza finanziaria svizzera non ha ben compreso, o lo ha fatto in ritardo, che la giustizia americana sarebbe andata avanti comunque e che non si sarebbe fermata con UBS. Ma in ogni caso non ci sarebbero state alternative alle multe. "Le banche hanno dovuto per forza cedere" dichiara l'avvocato. "Impossibile negoziare anche per il Consiglio federale."

Questo perché la strategia americana si è basata sulla minaccia. "Per prima cosa bisogna partire dal fatto che l'applicazione così severa della legge americana è stata resa possibile anche grazie alla rappresaglia e alla minaccia: se non collaborate, vi impediamo di lavorare nel clearing del dollaro" afferma Bernasconi.

Ora vi è un altra dozzina di istituti finanziari che sta negoziando febbrilmente una via d'uscita con le autorità penali statunitensi. "I criteri di calcolo della multa sono molto severi e bisognerà quindi vedere chi sarà in grado di resistere" dichiara l'avvocato. "Gli americani ragionano in modo molto pragmatico e fanno attenzione a chiedere somme tali da rischiare di mandare in fallimento una piccola banca e si informano preventivamente dell'importo accantonato per la soluzione della vertenza. Alcune banche, non è un mistero, stanno negoziando chiedendo in contropartita il non perseguimento di propri dirigenti e dipendenti."

L'avvocato Bernasconi ritiene che la vertenza tra gli Stati Uniti e le banche elvetiche, iniziata nel 2008, andrà avanti ancora per 4-5 anni, "fino a quando tutti i procedimenti contro i contribuenti statunitensi non saranno chiusi, a meno di altri strascichi giudiziari. Lo US Program prevede la possibilità di ottenere un bonus sull'eventuale multa se la banca contribuisce a far emergere contribuenti infedeli. Questi ultimi quasi sicuramente si rivarranno su chi li ha aiutati a mettere in piedi tali strutture."

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