
Nicholas Marioli è senz'altro un personaggio che i lettori del nostro portale conoscono bene. Attivissimo nel redigere opinioni sui più svariati temi, il giovane leghista è uno che ama provocare, come quando ha proposto di introdurre la divisa a scuola per lottare contro il degrado di usi o costumi o quando ha chiesto che tutte le strade di Lugano venissero rinominate in dialetto ticinese.
E le provocazioni sembrano aver sortito il loro effetto, dato che il 21enne è riuscito a farsi eleggere in Consiglio comunale a Lugano con un ottimo bottino di voti personali.
Sorpreso?
"Molto sorpreso, non mi aspettavo un risultato simile. Pensavo di entrare per il buco della serratura, se andava bene. Vuol dire che gli elettori hanno premiato il mio impegno. Scrivere costantemente, anche in tempi non sospetti, è stato pagante."
Ora che ha un ruolo istituzionale, quali delle sue proposte intende portare in politica?
"Io sarò impegnato a livello comunale e quindi non tutte le proposte che avevo fatto sono applicabili a questo livello. Sicuramente per me è importante il dialetto e farò il possibile per salvaguardarlo."
In che modo?
"Si può pensare a dei corsi facoltativi per insegnare il dialetto. Chi non riesce nemmeno a capirlo, non può integrarsi nella realtà ticinese."
Chi dovrebbe seguire questi corsi?
"Penso in particolare a chi chiede il passaporto svizzero. Se si vuole avere a che fare con il territorio, si dovrebbe almeno comprendere il dialetto."
Perché non insegnare il dialetto anche a scuola?
"Io rimango dell'avviso che ci debbano essere dei corsi facoltativi nella scuola dell'obbligo, ma a livello comunale sarà poco praticabile."
A livello comunale, lei è stato molto attivo nel difendere il ruolo dei quartieri.
"Sì, credo che occorra dare maggiore voce ai quartieri. Non bisogna pensare solo al centro di Lugano, ma estendersi a tutta la cintura attorno. Se si vuole prendere un territorio, bisogna anche occuparsene, se non tanto vale lasciarlo autonomo."
In questo senso il Municipio ha sbagliato?
"Finora le commissioni di quartiere non avevano un gran senso perché non venivano mai né consultate né informate. Ma il Municipio ha preso a cuore questa problematica e ora con la nuova riforma, già approvata, speriamo che le commissioni possano funzionare molto meglio."
Altri temi che le stanno a cuore?
"Sicuramente il trasporto pubblico, che va potenziato. È inutile organizzare eventi per i giovani in città se poi non ci sono i bus per tornare a casa. Bisogna avere una rete di bus efficiente che permetta alla popolazione di muoversi liberamente."
Un'ultima domanda: perché ha scelto la Lega?
"È il movimento più vicino alle problematiche del Ticino e il movimento che dà il maggior peso ai valori culturali locali. Poi anche all'interno della Lega ogni tanto non tutti vedono bene le mie proposte, ma mi sento a casa."
AS
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