
Non sono tardate le reazioni politiche ai recenti arresti legati alla vicenda della vendita di permessi (vedi articoli suggeriti). La deputata PPD Sabrina Gendotti ha inoltrato un'interrogazione parlamentare nella quale chiede di indicare il tipo di misure prese per contrastare il fenomeno.
"Negli ultimi tempi, più di un caso di corruzione nelle Amministrazioni cantonali e comunali è venuto alla luce. Se questo fatto può essere letto positivamente perché è segno di una certa efficacia del sistema sanzionatorio, dall’altro può preoccupare l’aumento in termini numerici dei casi. Vi sono settori dell’Amministrazione pubblica più esposti di altri: in particolare quelli che concedono permessi e quelli che distribuiscono appalti", scrive Gendotti.
"Recentemente, più di un esperto ha evocato il pericolo di una recrudescenza del fenomeno della corruttela in senso ampio, anche per effetto della cosiddetta “infiltrazione silenziosa” della criminalità organizzata. In più di un’occasione l’ex capo della Procura federale a Lugano, l’avv. Pierluigi Pasi, ha pubblicamente detto di ritenere che in ciò stia il concreto pericolo. Qualche anno fa, lo stesso Pasi con il prof. Marco Borghi su mandato del Dipartimento delle istituzioni e del Consiglio di Stato avevano creato e sperimentato, per un certo periodo e quale prima in Svizzera, un Servizio del Controllo interno (SeCI) la cui attività era proprio volta anche alla prevenzione dalla corruzione nell’Amministrazione".
Fatte queste premesse, Sabrina Gendotti pone le seguenti domande al Governo:
1) quali sono i dati relativi ai casi di corruzione nell’Amministrazione cantonale inerenti gli ultimi cinque anni?
2) come valuta e quale spiegazione fornisce alla recrudescenza del fenomeno della corruzione nel settore pubblico?
3) ritiene di dovere valutare la ripresa della sperimentazione e l’introduzione di un Servizio del controllo interno? Se no, perché?
4) negli ultimi due quadrienni, se e quali misure concrete, anche di tipo preventivo quali la sensibilizzazione del personale, sono state intraprese nell’Amministrazione cantonale per arginare il fenomeno?
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